www.questomeseidee.it - anno 5 numero 5 - giugno 2017
“F.A.I.” Federazione Autotrasportatori Italiani: il domani inizia a quarant’anni
- febbraio 2017 -
Ci sono quarant’anni di storia, battaglie e grandi soddisfazioni, nel sorriso di Giuseppina Mussetola. E’ lei, Segretaria Provinciale F.A.I. di Brescia dal 1985 (Federazione Autotrasportatori Italiani) e autentico, concreto “motore” operativo dell’organizzazione, che riassume una vicenda vissuta con passione.

Ci sono quarant’anni di storia, battaglie e grandi soddisfazioni, nel sorriso di Giuseppina MussetolaE’ lei, Segretaria Provinciale F.A.I. di Brescia dal 1985 (Federazione Autotrasportatori Italiani) e autentico, concreto “motore” operativo dell’organizzazione, che riassume una vicenda vissuta con passione. 

Giuseppina Mussetola è il punto d’arrivo e di ripartenza, ogni giorno, con determinazione e propositivi di un percorso, quello della Segreteria Provinciale, iniziato al momento della costituzione della F.A.I. da un nome caro ai bresciani, quello del dott. Angelo Poisa e proseguito poi con Luigi Paletta

Lei, che c’era fin dall’inizio, con altri ruoli, ricorda con lo stesso entusiasmo che ritroviamo oggi, quanto si è costruito, anno dopo anno,  con la trentennale presidenza di Antonio Petrogalli, oggi Past President F.A.I. di Brescia, il comm. Pietro Burlotti e Giampiero Lanzanova e prima con Benito Corsini e i tanti, tantissimi collaboratori e consiglieri che, negli anni, hanno portato la Federazione dagli “storici 38 tesserati” al numero attuale di 2.350 associati. 

Oggi F.A.I. è una realtà forte, presente a ogni livello associativo, d’impresa e istituzionale. Ha un team operativo di tutto rispetto, competente e preparato, con una trentina di specialisti che operano al servizio dell’impresa dell’autotrasporto, guidati, dal 2014, dal Presidente Sergio Piardi

Filiera, sinergia, alleanze e capacità di guardare a chi fa impresa ogni giorno sulle strade d’Europa, sono e saranno i temi conduttori del futuro: “Per festeggiare insieme i prossimi quarant’anni”. 

Il trasporto è un valore aggiunto?

“Noi lo consideriamo da sempre un valore aggiunto - conferma Giuseppina Mussetola -. Erroneamente i committenti lo considerano un costo. Se il trasportatore compie un valido servizio, lui stesso diviene il biglietto da visita dell’azienda di trasporto, del produttore e del committente. Consegnare in modo giusto e nei tempi giusti, dove vuole il cliente, è importante: è un vero investimento. Ripeto spesso che il trasporto non va affidato al primo che capita, magari non avendo nemmeno la garanzia di dove vada a finire la merce. Bisogna che i committenti fidelizzino le imprese di trasporto e affidino loro il trasporto completo, dalla logistica in poi. Affidarsi al trasportatore per poter raggiungere la piena competitività. Ottimizzazione tempi e prezzi. La filiera non può essere danneggiata da mancanza di professionalità, serve una logistica attenta, come avviene in altri Paesi europei”.

Ma, in Italia, il trasporto su gomma, rende ancora?

“Il trasporto oltre i 250 chilometri non è più redditizio. Servono percorsi più brevi, dalla ferrovia, ai porti, dagli aerei, ai cargo, verso le aziende. Logistica curata, attenta, merci prese in consegna al momento dell’uscita dall’azienda e poi fino alla consegna al destinatario. Questo significa evoluzione. E ne abbiamo parlato con il ministro Delrio all’ultimo Forum di Cernobbio, dove abbiamo spiegato con chiarezza e siamo stati ascoltati con attenzione - aggiunge Mussetola - come questa modalità sia la via giusta. Le infrastrutture devono essere costruite in funzione delle necessità economiche. Così arrivano i risultati”.

F.A.I. è cresciuta moltissimo, un bel traguardo.

“Quarant’anni fa avevamo i famosi '38 associati’. Ho iniziato a seguire la segreteria con un’apprendista impiegata. Oggi abbiamo trenta validi collaboratori che seguono tutti i servizi e le necessità delle imprese. Dalle pratiche automobilistiche, alla consulenza, alla formazione, fino alla Scuola del Trasporto, con oltre 3mila corsisti l’anno. La nostra scuola ha un fondamento: è autorizzata dal Ministero dei Trasporti, dal Ministero della Sanità per quanto riguarda i corsi relativi al trasporto del bestiame, dalla Regione per i corsi sul trasporto dei rifiuti. Ha tutte le autorizzazioni specifiche proprio per i trasportatori”.

Avete una visione molto chiara delle necessità di specializzazione.

“Noi pensiamo che quando si muove un camion, in maniera professionale ovviamente, il conducente deve avere, oltre la patente ‘consueta’ e quella europea C.Q.C., anche i ‘patentini’ specifici, per il bestiame, le merci pericolose, i rifiuti, ecc., poi i corsi di approfondimento e consulenti specifici per le aziende. Il camion oggi sembra una navicella spaziale, senza contare la valigetta di documenti. E non dimentichiamo che tutti i nostri corsi possono considerarsi post-diploma, post-laurea per trovare un’occupazione, oppure avviare un’attività professionale".

La burocrazia si fa sentire…

“Quando parte, il camion ha una serie di documenti per il conducente, una serie di documenti per il mezzo e una serie di documenti per le merci. Va visto a 360°. Noi ci occupiamo della formazione al conducente e all’azienda, del supporto per la documentazione e la consulenza per l’utilizzo. Pensiamo, ad esempio, al cronotachigrafo, la ‘scatola nera’. Noi dobbiamo anche fare opera di prevenzione per aiutare l’impresa a conoscere le normative e evitare che arrivino poi delle ‘bastonate’, per consentire una partenza sana e giusta all’azienda, confrontandoci con il titolare. Purtroppo ogni settore necessita di iscrizione ad Albi (rifiuti), di autorizzazioni da Enti (eccezionali), di visite specialistiche (animali), ecc.".

La concorrenza sleale è un fatto accertato. Come si affronta?

“E’ realtà. E purtroppo arriva anche dall’Italia, non solo dall’Est Europa. E’ una guerra tra poveri, con prezzi ribassati, e una concorrenza in continua crescita. L’unico freno è stato, solo un poco,  legato alla necessità di documentazione sulla responsabilità solidale della filiera. L’esempio è quello dei contributi: se il trasportatore non paga il proprio autista, il committente ne è responsabile. Quindi servono controlli sul ‘Durc’ (il Documento ufficiale di regolarità contributiva, ndr), sull’iscrizione all’Albo Autotrasportatori, al R.E.N.… Ecco perché è importante la trasparenza, come avviene in altri Stati. Questa è stata una vittoria importante. Dall’Est invece dire concorrenza significa dire basso costo del lavoro: stiamo occupandocene da tempo con il Ministero. Noi sosteniamo che sia necessario ridurre la contribuzione per gli autisti che operano sul mercato internazionale. Se devo essere concorrenziale con altre realtà, devo poter avere un costo del lavoro minore. Chiediamo la riduzione significativa dei contributi, del 70%, per chi opera su mercato internazionale con almeno 100 trasferte all’anno, la legge c’è, lo stanziamento pure, non ci sono le disposizioni operative per applicarle”.

Ci sono risposte positive da parte delle Istituzioni?

“I rapporti con la P.a., Agenzia delle Dogane, Motorizzazione, sono costanti: intavolando i giusti discorsi qualche risultato arriva. Le persone contano e anche il dialogo e così si riescono a risolvere molti problemi. Nel 2016 abbiamo usufruito dello stanziamento dei 250 milioni di Euro per ridurre parte dei nostri costi, poi tanti hanno usufruito del 140% dell’ammortamento, della ‘Sabatini’ fino a che ci sono stati i fondi, il ‘Decreto Investimenti’, per la sostituzione del camion ’euro 1’ o ’2’. Ci sono state quindi tante nuove immatricolazioni perché se si acquista il camion nuovo si può recuperare anche l’accise. Sono molti soldi per chi percorre molti chilometri. Il cosiddetto “Decreto Investimenti” lo stiamo applicando in questi giorni e i contributi verranno detratti dagli F24 non appena approvata la pratica. Certo i tempi per ottenere i risultati sono troppo lunghi. A volte la burocrazia europea, altre volte quella italiana mettono l’autotrasportatore tra l’incudine e il martello. E intanto si impedisce di  lavorare”.

Ricordiamo, nel 2009, l’inaugurazione dell’Autoparco di Brescia Est. Il punto, oggi?

“Abbiamo ripreso i colloqui da poco con l’amministratore delegato dell’attuale gruppo di gestione della Società Brescia-Padova, per vedere come portare ulteriore beneficio agli autotrasportatori bresciani. Ritengo si debba continuare sulla strada che noi avevamo intrapreso e tracciato, quella di offrire accoglienza e servizio. Se non ti muovi così, troverai sempre i camion sulle piazzole d’emergenza dell’autostrada, o nelle rampe degli autogrill. Serve il rapporto umano, anche nell’autoparco. Due chiacchiere con gli addetti, l’accesso ai luoghi di ristoro: noi abbiamo aperto la strada, per quella che abbiamo identificato come l’ ‘Oasi dell’autotrasportatore’. Quando lo abbiamo riaffidato all’attuale gestore, l’autoparco, pensate, solo il distributore erogava  un milione e duecentomila litri al mese. Lo sforzo futuro dovrebbe essere rivolto sempre più alla fidelizzazione. Servizi, personale multilingue, accoglienza al ristorante, al bar, alle officine, adatta al luogo. Sono chiavi di lettura importanti”.

Quanto spazio hanno i servizi, nell’ambito F.A.I.?

“Nel corso degli anni siamo intervenuti approfondendo quello che non si conosceva. Siamo partiti con le consulenze, con i servizi automobilistici, per poi arrivare alle paghe, alla contabilità, servizi che vanno a favore delle aziende e dei dipendenti. Le buste paga devono essere frutto dell’applicazione del contratto: affidandosi a noi problemi non ce ne sono perché siamo i firmatari. Altre Associazioni, convenzionate con noi, hanno personale che ci consulta per i problemi. E questa è la giusta forma di collaborazione. Non siamo un settore: il trasporto è una vera impresa, con tante particolarità e complessità. E in questa impresa, eccellenza, professionalità e servizi contano. Quindi ben vengano tutte le strutture che possono offrire servizi: l’autotrasportatore è impresa a tutti gli effetti, un vero valore aggiunto e va valorizzato, per dignità e serietà. Vorrei sottolineare che siamo contenti per la Legge di Stabilità, che ha inserito quanto auspicavamo. Stanziamenti, accise, contribuzioni, i “bonus mare”, “bonus ferro”, per chi trasferisce dalla strada alla rotaia e via trasporto marittimo, alleggerendo il traffico, a favore di aria, ambiente, sostenibilità. Questa è l’Europa che auspichiamo, libera circolazione di merci e persone!”.

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