www.questomeseidee.it - anno 5 numero 7 - settembre 2017
LA “BANDA DEGLI ONESTI”
- maggio 2017 -
di Roberto Barucco
Nel cinquantenario della scomparsa di Totò non potevamo non consigliare un film del grande Antonio de Curtis. “E già… E’ d’uopo”, pare di sentirlo commentare. Appunto. E qui il problema è grande assai. Perché indicare, traendolo dalla filmografia infinita di Totò un film “simbolo”, non è semplice.

Nel cinquantenario della scomparsa di Totò non potevamo non consigliare un film del grande Antonio de Curtis. “E già… E’ d’uopo”, pare di sentirlo commentare. Appunto.

E qui il problema è grande assai.

Perché indicare, traendolo dalla filmografia infinita di Totò un film “simbolo”, non è semplice. Così, in tempi di proliferare di falsari, di notizie, di politica, di ideali e di morali, insomma di disonesti, senza generalizzare è ovvio, di “quelli che stanno dalla parte del ragionier Casoria”, come diceva Totò nel film interpretando il portiere Antonio Bonocore, abbiamo pensato agli onesti.

Anzi, alla “Banda degli onesti”, che rappresenta più che mai quell’Italia bella, con le toppe ai cappotti rivoltati e le suole risuolate che non è più. E che per tanti motivi ameremmo fosse ancora.  Dove il progetto di stampare i biglietti falsi, quelli da diecimila lire, con i cliché trafugati alla zecca da uno dei suoi incisori,diviene l'incubo che turba il sonno. "E qui vi volevo! Questi cliché sono autentici, sacrosanti della Zecca. E pure la carta". "E' vero. E a noi che ci fanno? Al massimo può essere considerato un reato a responsabilità limitata... Ma che ci fanno?".  "Eh no. Non voglio passare la notte roso dai morsi della coscienza”, diceva l’artista pittore Cardone, che si intende di colori e mescole. “E la fame? I morsi della fame? Quella non vi rode?”. Quindi, prima di saltare a piè pari l’ostacolo e passare dall’altra parte (“Quale parte?”, “quella dei vari ragionieri Casoria…”, ribatte nel film Totò, portiere del palazzone di periferia, citando l'amministratore che vuol far la cresta sulla fornitura di carbone), sorridiamo di nostalgia con “La banda degli onesti”. Regia di Camillo Mastrocinque, film reperibile ormai ovunque, online e non, spettacolare e unico come un pezzo di modernariato e quanto la famosa “pe-da-li-na”, tanto per citare Peppino De Filippo alias tipografo Lo Turco nel film.

Già. Totò e Peppino. Coppia indimenticabile, spettacolare, capace di improvvisare e costruire film leggendari e lezioni di vita, partendo da una traccia minima di copione. Godiamoci, ve lo consigliamo, gustando ogni fotogramma con attenzione, questo film, che è una sintesi di vita pulita, davvero onesta, tra “intimi” di sfratto, incertezze, lavoro che se ne va, furbi, furbetti e persone che speculano sulla povertà altrui. E’ satira sociale, messaggio e critica, già avanti, come sempre avviene con Totò, di almeno un paio di generazioni. “La banda degli onesti” allora, per ridere e riflettere sui “vari ragionieri Casoria", da film, che potremmo incontrare nel corso della vita,  "a prescindere".

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