www.questomeseidee.it - anno 5 numero 10 - dicembre 2017 / gennaio 2018
Il “Grinch” vs Babbo Natale: chi odia e chi ama!
- dicembre 2017 -
di Stefania Balotelli
Ci siamo. Conto alla rovescia. È dicembre. Il Natale è alle porte e il mondo si mobilita in funzione di questa festività. E io con la mia rubrica non posso non parlarne. Lo faccio tutti gli anni ormai e questa volta ad ispirarmi è stata la mia collega Alba. Io e lei siamo agli antipodi. Io sono il Grinch, lei se potesse diventerebbe mamma Natale. Lei lo ama, io lo tollero a fatica, a volte lo odio proprio. Lei prova a farmelo amare e io fingo di non sentirla!

Ci siamo. Conto alla rovescia. È dicembre. Il Natale è alle porte e il mondo si mobilita in funzione di questa festività. E io con la mia rubrica non posso non parlarne. Lo faccio tutti gli anni ormai e questa volta ad ispirarmi è stata la mia collega Alba. Io e lei siamo agli antipodi. Io sono il "Grinch", lei se potesse diventerebbe "mamma Natale".

Lei lo ama, io lo tollero a fatica, a volte lo odio proprio.

Lei prova a farmelo amare e io fingo di non sentirla!

Così oggi ho deciso di raccontarvi in forma doppia quali sono, a mio avviso, le 10 cose che mi fanno amare o odiare il Natale!

1) Il countdown inizia a novembre. Non importa in che forma lo si fa. Contando le domeniche, i giorni, le ore o i minuti. Non appena scatta il primo novembre diventa l’attività che li rende felici. Alba mi manda un sms ogni settimana per ricordarmi quanto manca al Natale!

Noi il countdown lo facciamo prima. Molto prima. Ormai è un giro di scommesse. Scommettiamo su chi per prima azzarderà a parlare di Natale. E una volta che qualcuno fa il primo passo non si possono più fermare. E noi fingiamo che non sia vero.

2) Che Natale è senza luminarie? I centri commerciali, le strade, le case: ovunque ti volti le luci natalizie ti circondano. E loro fanno a gara nel trovarne di nuove e luminose e rimangono incantati dinnanzi a un grandissimo abete agghindato per questa festa. Casa loro la distingui in lontananza, ha il profilo ricoperto di luci che può illuminare un piccolo paesello di montagna. Alba mi ha fatto una foto. Io e il pino di Natale. Dice  che siamo bellissimi.

Novembre andiamo, è tempo di luci. No, non era così la poesia ma noi vorremmo fuggire o tronare indietro nel tempo perché ieri era settembre, ci siamo voltati un istante ed eccolo lì. Un albero di Natale di dimensioni agghiaccianti e un numero non identificato di luci in ogni angolo. E la sera giriamo in auto e ci sono quelle lucine blu che ci prende il panico anche se non abbiamo fatto nulla, è la polizia, sicuramente ci fermerà e invece no. Qualcuno ha decorato casa. A novembre. Andiamo è tempo di migrare. In un luogo dove il Natale lo festeggiano dal 20 di dicembre in poi se è proprio necessario. E non prima.

3) Se non fai l’albero di Natale due mesi prima sei un dilettante. E deve essere grande e luminoso. Sia dentro casa che fuori. Rigorosamente vivo. Senza contare gli addobbi sulle porte, finestre, muri e balconi. In ogni stanza e vale anche invadere casa del vicino. A Natale vale tutto. Alba mi mostra le foto del suo albero sperando di trasformarmi a sua immagine e somiglianza.

La fobia dell’albero di Natale e i suoi maledetti aghi di pino. No, non è un film horror ma è quello che ci identifica come facenti parte dell’altra fazione. Quella di coloro che 'no l’albero non lo faranno mai, nemmeno sotto tortura'. Ieri tornando dal lavoro sul balcone di una casa c’era un cartello con scritto “per l’albero di Natale c’è già quello del mio vicino” con una freccia rivolta verso il basso. Siamo più di quello che pensate. Stiamo crescendo e un giorno domineremo il mondo.

4) Si dice che durante le feste siamo tutti più buoni e uno alla fine pensa alla solita frase fatta e invece no, loro sono davvero più buoni. Forse sarà la cannella, forse la neve, forse i regali… ma diventano dei piccoli cioccolatini scartati. Dolci fino alla nausea.

Per Natale noi diventiamo più cattivi. È colpa vostra che siete più buoni. Avete mandato a quel paese l’equilibrio del mondo. Troppa bontà non fa bene, ringraziateci che ci siamo noi a mettere tutto al proprio posto.

5) Natale è neve, è il pupazzo di neve, è stare davanti al camino mentre fuori nevica e voi mangiate cioccolata calda. Alba mi ripete sempre che senza neve non è Natale.

Natale può voler dire neve. E neve vuol dire code in auto, gente che non la usa mai e quel giorno gira in macchina e ti tampona. Neve vuol dire freddo e parcheggi inagibili. A fatica sopportiamo il Natale, e voi siete riusciti a creare un connubio che detestiamo ancora di più. Natale e neve. Un incubo trasvestito di bianco.

6) Il Natale è convivialità, si cucina, si festeggia, si sta tutti insieme. Si fanno pranzi infiniti in cui ci si racconta ogni cosa e si recupera il tempo perso durante l’anno. Il minimo numero di ore accettate per il pranzo natalizio va dalle 4 alle 8 ore. Anche perché in meno di quattro ore al massimo arrivi ai primi!

Noi non riusciamo nemmeno a dirlo. Pranzo di Natale. Fa paura. Eppure ci tocca. Mangi come se stessi per morire domani, i bambini urlano, fa un caldo che ai tropici al confronto fa freddino, vedi parenti di cui non ricordavi l’esistenza e poi arriva sempre chi ti fa la classica domanda che non vorresti sentire… 'ma non ti sposi? Quando fai un bambino? Magari due gemelli!'.

7) E' il pensiero ciò che conta davvero. Non è il regalo in sé. Il Natale è il momento migliore per dire a qualcuno che lo hai pensato. Loro lo fanno, vanno alla ricerca di regali e regalini, carta da pacchi e fiocchetti per rendere tutto più magico. Perché sotto l’albero ci devono essere almeno 20/30 pacchetti. Alba mi mostra la foto di un piccolo elfo e mi dice che loro sono gli aiutanti di Babbo Natale e io dovrei fare lo stesso.

Natale è il momento migliore per riciclare regali. Così ci sarà quell’ amico o parente che non vedi da una vita che ti lascerà intendere che ti farà un regalo e quindi ti toccherà comprare qualcosa per lui. E mentre scarterete i vostri pacchetti, lui troverà un bottiglia di whisky d'annata o l’ultimo gioco della play mentre tu avrai tra le mani un paio di calzettoni.

8) Il cinema è amico del Natale. Anzi ci va proprio a braccetto. Quindi che Natale è se non si guarda "Una poltrona per due", "Mamma ho pero l’aereo", "Miracolo sulla 34° strada", "Canto di Natale?". L’elenco è infinito. E loro sono in prima fila sul divano e coinvolgono tutti i parenti. Finché tutti non imparano tutte le battute a memoria, questi film verranno riproposti nei secoli dei secoli.

Noi abbiamo fatto una petizione a Mediaset. Salva un Grinch e cancella dal palinsesto una poltrona per due. Vi prego…

9)  Maria Carey ci ha fatto un intero album sulle canzoni di Natale. I negozi mettono solo musica natalizia. Alba ha creato un cd apposta e sua figlia se lo ascolta tutto l’anno. Perché le canzoni di NATALE sono talmente belle che puoi ascoltarle sempre.

Perché Mariah Carey ha voluto farci una cosa del genere? Non bastavo già tutte le canzoni che c’erano? Non bastava la tv e gli Wham? Elvis e Frank Sinatra?

10) Dopo il Natale, c’è il Capodanno! No, loro non si fermano, continueranno fino all’epifania.

Noi non vogliamo sentirla, vi prego non ditela e invece lo fate… "Cosa fai a Capodanno?".

Che siate più buoni o più cattivi, che lo festeggiate o meno, che siate il Grinch o Babbo Natale, Il Natale arriverà quindi, sorridete.

E vivetelo come più lo desiderate. Buon dicembre a tutti!

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