www.questomeseidee.it - anno 4 numero 10 - dicembre2016/gennaio 2017
Addio a Scott Weiland, ultimo dei grunger: l’antieroe che amava farsi odiare
- dicembre 2015 -
di Raffaella Mora

Per un pelo non è stato un baby boomer. Ma nella famigerata Generazione X – di quelli cresciuti a pane, benessere economico e oblio degli orrori della seconda Guerra Mondiale, nondimeno contestatori senza causa – Scott Weiland, nato il 27 ottobre 1967, è rientrato in pieno. Lui come Kurt Cobain – leader dei Nirvana morto suicida nel 1994 – e Layne Staley, cofondatore e frontman degli Alice in Chains scomparso nel 2002. Tre icone grunge anno di nascita e la passione per il genere musicale made in Seattle fatto di unità stilistiche anti canoniche, di denuncia sociale, di brani oscuri e ipnotici, di voci faticose fumose e sofferte salvo ritrovare la carica della sommossa nei ritornelli urlati di rabbia a dirotto.

Scott Weiland è morto nella serata di giovedì 3 dicembre all’età di 48 anni. Ha portato con sé la sua carriera da cantante negli Stone Temple Pilots – band grunge nata nel 1986 a San Diego in California – e nei Velvet Revolver, operazione furbetta di marketing musicale che ha radunato tre ex componenti dei Guns N’Roses, Dave Kushner dei Wasted Youth e, fino al 2010, Scott Weiland.

Scott Weiland si è addormentato senza svegliarsi sul bus della sua band attuale, i Wildabouts, mentre era in tournée nel Minnesota. Le cause del decesso sulle prime sono state definite “ignote”, ma i passati problemi di droga e alcol di Weiland non sono un mistero per nessuno, come non lo sono l’arresto per possesso di crack ed eroina nei tempi in cui la fama era lì a un passo dall’essere raggiunta. Raggiunta ed esplosa in 13,5 milioni di dischi venduti solo con gli Stone Temple Pilots. Una storia d’amore burrascosa, quella con la band, fatta di successi siglati cartavetro dal timbro inconfondibile di Weiland. Molla e torna, dopo un intermezzo alcolico, con i Velvet Revolver, compagni d’avventura a loro volta mai del tutto immuni al fascino dello sballo.

Weiland era l’ultimo eroe maledetto del grunge. L’ultimo santino antieroico di una generazione spaesata, in bilico tra ciò che era stato e ciò che sarebbe venuto, in rivolta sfiancante continua per attitudine più che per ideale.

Consigli d’ascolto:

"Creep" (da «Core», Stone Temple Pilots)

"Slither" (da «Contraband», Velvet Revolver)

“Where’s the Man" (da «12 Bar Blues», Scott Weiland)

Tutte le notizie di QMnews

MECCANICA DELLE IDEE Snc di Elena Landi e Roberto Barucco | 25121 Brescia, Via Crispi 28 | C.F. e P.Iva: 03265040984 Aut. Trib. Bs n.ro 16/2013 del 17 giugno 2013 | Direttore responsabile: Roberto Barucco Coordinamento editoriale: Elena Landi [email protected] | Chi siamo | Dove siamo | Skype meccanicadelleidee
Disclaimer | Privacy Policy | Cookie Policy
Apple e il logo Apple sono marchi di Apple Inc., registrati negli Stati Uniti e in altri paesi.
App Store è un marchio di servizio di Apple Inc.
Powered by Luca Sabbadini