www.questomeseidee.it - anno 5 numero 3 - aprile 2017
Ansia da bilancia, diete, ossessioni legate al cibo: con il “No diet day” una pausa di riflessione. L’idea nacque nel 1992 da una ex anoressica.
- maggio 2015 -

Un giorno di pausa.  Per pensare fino a che punto “spingersi” o fino a che livello ne valga davvero la pena.

Sono alcuni dei messaggi radicati da quasi 25 anni nell’ “International No Diet Day”, nato nel 1992 e che, proprio oggi, il 6 maggio, ci spinge a considerare come prendersi cura correttamente del proprio corpo e quali siano i limiti.

L’idea del “No Diet Day” fu di Mary Evans Young, fondatrice dell’associazione “Diet Breakers”.

Operazioni per ridurre il peso, programmi televisivi dedicati, il suicidio di una ragazza di 15 anni, presa in giro perché grassa, furono tra i fattori che la spinsero a prendere posizione. L’obiettivo del “No Diet Day” è l’accettazione del proprio corpo. E non solo. La giornata vuole sensibilizzare nei confronti di sofferenze e discriminazioni nei confronti di chi è in sovrappeso. Insomma, stili di vita salutari vanno bene. Ma l’ossessione per il proprio peso, per la taglia ideale o il rifiuto del cibo sono tutt’altra cosa.

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