www.questomeseidee.it - anno 5 numero 1 - febbraio 2017
Attesa per l’Enciclica “verde” di Papa Francesco
- maggio 2015 -
di Roberto Barucco
I mali della Terra, l’inquinamento, la deforestazione. La fame. E d’altro canto, la necessità di rispettare l’ambiente e ogni creatura di Dio. L’ormai prossima Enciclica di Papa Francesco sarà un riferimento. Netto e chiaro, di grande portata. Ban Ki-Moon, segretario generale dell’Onu, ha già espresso gratitudine. Un dito puntato contro il capitalismo liberale o una chiara indicazione, nel più puro stile francescano, nei confronti di animali e natura?
 

Avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo non è un luogo comune, una sorta di ideale utopistico: è una conseguenza logica, pratica, del vivere appieno la custodia d’un bene comune, collettivo, a noi affidato: la Terra. E, per molti, di testimoniare quel disegno divino iscritto nella natura.

Senso pratico e esortazione teologica, capace di spingere a riflessione quelle industrie che non hanno certo un reverente amore per temi da agenda ambientalista o conferma puntuale per chi ritiene necessaria la lotta al riscaldamento globale e a poteri che non guardano in faccia all’ambiente?

Custodire il Creato, la bellezza del Creato, sarà il tema focale. Un tema che non è certo nuovo alla Chiesa, pensiamo a Paolo VI e alla “Populorum Progressio”, proprio come il concetto di bene comune.

C’è già chi l’ha definita l’Enciclica “green” di Papa Francesco, anche se la forte impronta sociale sarà probabilmente ben marcata E c’è chi ne ha già anticipato, ad esempio giornali americani, basandosi su ipotesi, pure i commenti. Dubbi, da una parte, attesa e speranze, dall’altra.

L’Enciclica a firma di Sua Santità dovrebbe divenire di pubblico dominio a fine maggio o forse ai primi di giugno. Nel bel mezzo dei riflettori mondiali accesi sull’Expo e sul tema, millenario, dell’alimentazione nel mondo. E prima del vertice di Parigi sul clima, previsto il prossimo dicembre. Cuore dell’ormai prossima Enciclica papale, sarà l’uomo, autentico custode della creazione.

Scienza, tecnologia ed economia, sviluppo globale e politica possono convivere, crescere insieme con intelligenza, nel contesto d’una sostenibilità possibile e di un prossimo possibile.

Custodire l’ambiente è custodire i poveri della Terra, costruire vera inclusione sociale, praticare ecologia umana.

   
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