www.questomeseidee.it - anno 5 numero 7 - settembre 2017
L’ottobre dell’Europa: Austria e Ungheria al voto
- settembre 2016 -
di Roberto Barucco
Due ottobre: il giorno più lungo dell’Europa. Insieme all'Austria, dove l'Fpo con Norbert Hofer punta alla presidenza, si va alle urne anche in Ungheria, per il referendum sul ricollocamento degli immigrati voluto da Bruxelles. Poi si voterà in Italia per la riforma costituzionale. E, passate le brume d'autunno, l’anno prossimo a maggio in Olanda, dove l'euroscetticismo è in crescita. Le politiche dell’Unione al centro delle tensioni.

Due ottobre: il giorno più lungo dell’Europa. Insieme all'Austria, dove l'Fpo con Norbert Hofer punta alla presidenza, si va alle urne anche in Ungheria, per il referendum sul ricollocamento degli immigrati voluto da Bruxelles. Poi si voterà in Italia per la riforma costituzionale. E, passate le brume d'autunno, l’anno prossimo a maggio in Olanda, dove l'euroscetticismo è in crescita. Le politiche dell’Unione al centro delle tensioni.

Il due ottobre per decisione della Corte Costituzionale, si ritorna al voto per le presidenziali, in Austria. Il risultato era stato invalidato, ricorderete, per irregolarità nelle operazioni di scrutinio. La democrazia, oltre il Brennero, non ha paura di qualunque risultato possa scaturire dalle urne. Compresa la vittoria, probabile secondo i sondaggi, di Norbert Hofer, candidato di destra per Fpo, il “Partito della Libertà”. E’ su di lui, che nella passata tornata, a maggio, era stato superato sul filo di lana da  Alexander Van Der Bellen, candidato dei Verdi, che si concentrano le attenzioni dell’Europa, o di quel che rimane dell’Unione, dopo la vittoria del Brexit inglese (che tra l’altro sta portando dati economici positivi in Gran Bretagna) con conseguenti dimissioni del Primo Ministro Cameron.

Lo scorso 22 maggio Van Der Bellen divenne presidente dell’Austria con il 50,3% delle preferenze con circa 30mila voti di differenza rispetto al suo antagonista. Hofer era arrivato al 49,7%. E accettò democraticamente il verdetto delle urne, anche se i sondaggi fino a poco prima lo davano in vantaggio. Poi arrivò il ricorso del Partito della Libertà guidato da Heinz-Christian Strache, successore dello scomparso Jorg Haider e la conseguente decisione della Corte Costituzionale austriaca. In 94 distretti elettorali su 117 erano state riscontrate irregolarità (ricordiamo che in Austria si vota anche per corrispondenza). La vittoria di Van Der Bellen venne “congelata”, poco prima dell’insediamento ufficiale, l’8 luglio. Nella storia dell’Austria per la prima volta venne annullato il ballottaggio presidenziale.

Questi i fatti, ormai consegnati agli archivi della storia.

L’attenzione ora è rivolta al 2 ottobre. E non solo per quanto riguarda l’Austria e l’eventuale  effetto sulle politiche dell’Unione dopo una possibile vittoria del Fpo.  Non va infatti dimenticato che nella stessa data si terrà il referendum, in Ungheria questa volta, voluto da Viktor Orban: il popolo deciderà in merito al piano di ricollocamento degli immigrati voluto da Bruxelles.

Austria, dunque, e per una coincidenza che sa di ricorsi storici, Ungheria.

Alle urne, quindi, Austria, Ungheria, Italia. Con voti e sviluppi imprevedibili. Aggiungiamo anche le future elezioni in Olanda, previste nel 2017,  a maggio: il Pvv di Geert Wilders, partito di destra euroscettico, è in crescita. Anche l’Olanda potrebbe trovarsi alle prese con un successivo referendum sul modello “Brexit”.

Tutte le notizie di Editoriale

MECCANICA DELLE IDEE Snc di Elena Landi e Roberto Barucco | 25121 Brescia, Via Crispi 28 | C.F. e P.Iva: 03265040984 Aut. Trib. Bs n.ro 16/2013 del 17 giugno 2013 | Direttore responsabile: Roberto Barucco Coordinamento editoriale: Elena Landi [email protected] | Chi siamo | Dove siamo | Skype meccanicadelleidee
Disclaimer | Privacy Policy | Cookie Policy
Apple e il logo Apple sono marchi di Apple Inc., registrati negli Stati Uniti e in altri paesi.
App Store è un marchio di servizio di Apple Inc.
Powered by Luca Sabbadini