www.questomeseidee.it - anno 5 numero 5 - giugno 2017
BRESCIA-MONTELEPRE: STORIA DI UN GEMELLAGGIO
- giugno 2017 -
di Simona Quatrosi
“Ciascuno cresce solo se ha sognato”. E’ con questa citazione di Danilo Dolci, che un genitore ha ringraziato i docenti che hanno portato a termine il gemellaggio tra una scuola media bresciana e una siciliana.

Due scuole, due regioni, due culture diverse in un’unica grande avventura. Questa è la storia di un progetto lungo sei mesi fatto di fatica, impegno, lavoro, contestazioni, critiche, contatti, confronti, incontri, sorprese e amicizie instaurate.

Tutto ha inizio a novembre, quando l’Istituto Comprensivo “Alessandro Manzoni” di Montelepre (Pa) propone un confronto con l’Istituto Comprensivo “Lana-Fermi” di Brescia. L’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco è forte da parte di alcuni docenti poiché dirigenti, docenti, famiglie e soprattutto studenti si troveranno coinvolti in un progetto di alto valore formativo.

Viene intrapreso così un lavoro certosino di progettazione. I docenti di entrambe le scuole prendono contatti e si scambiano informazioni, è importante dare una precisa identità al progetto. Tramite tematiche si stilano percorsi e mete da raggiungere. L’intenzione è quella di non gravare eccessivamente sulle finanze dei genitori.

Durante le prime fasi attuative le due scuole lavorano separatamente, ma in parallelo. Lavori in classe di approfondimento sugli aspetti storico-culturali. Quindi, attraverso un percorso didattico in classe gli studenti, supportati dagli insegnanti e da esperti esterni, assistono a lezioni sulla promozione e valorizzazione del territorio dal punto di vista storico, culturale e agro-alimentare. Lo scambio di informazioni apprese verranno poi riportate tramite videoconferenze dagli alunni stessi che relazionano ai loro partner  quanto appreso. Gli ultimi mesi richiedono un lavoro più serrato. L’abbinamento degli alunni è una questione molto delicata e richiede un’ottima conoscenza di essi nonché delle famiglie. La questione gite, trasporti, orari di partenza e autorizzazioni rientrano in una prassi burocratica che deve essere seguita meticolosamente. Così, conclusa la parte di preparazione e definiti i dettagli tecnici, si arriva all’ultima e più profonda parte del progetto gemellaggio. L’incontro, la conoscenza, lo scambio e l’integrazione.

A fare da “apridanze” dell’accoglienza sono gli studenti bresciani. Dal 4 al 9 maggio, infatti, 23 studenti siciliani accompagnati da tre insegnanti della loro scuola, atterrano sul suolo lombardo. Le famiglie bresciane offrono un’accoglienza molto calorosa sin dall’arrivo in aeroporto. Colazioni, spettacoli di benvenuto e installazioni allietano le prime ore di arrivo. I ragazzi si incontrano per la prima volta. Quel momento è solo per loro. Dopo un primo imbarazzo i "gemellati" si lasciano andare in un caloroso abbraccio.

Sin da subito inizia il tour nelle mete prestabilite. Si intende trasmettere la "cultura del viaggio”, rispettosa delle identità locali e protesa alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del proprio territorio.

L’intero gruppo trascorre cinque giorni intensi. Gli studenti bresciani mettono in luce la loro Brescia, spiegando l’architettura delle piazze e i monumenti che la appartengono.  Non può mancare il Capitolium e l’imponente Castello in tutta la sua maestosità intrisa di storia. Ma Brescia non dimentica. Il percorso sulla memoria è doveroso e gli studenti bresciani raccontano ai loro partners i tristi avvenimenti del 28 Maggio. L’accoglienza a Palazzo Loggia da parte delle autorità è significativa. l’Assessore Roberta Morelli e il sindaco Emilio Del Bono ricevono gli studenti siciliani che in cambio consegnano  un dono da parte del loro sindaco. Una pergamena con la mappa del comune di Montelepre.

Giunti al termine della prima fase, gli studenti bresciani salutano i loro coetanei siciliani con calorosi abbracci e un arrivederci a breve.

Il feedback delle famiglie bresciane è andato oltre le aspettative. Famiglie collaborative, intraprendenti ed entusiaste di aver partecipato attivamente ed emotivamente a questo progetto.

Passa una settimana e di nuovo tutto in gioco ed in volo. Nuove esperienze ed impatto emozionante verso un territorio conosciuto fin d’ora solo dai racconti. Stavolta gli studenti bresciani partono alla volta della Sicilia. Altrettanto maestosa accoglienza da parte delle famiglie siciliane che regalano un caloroso benvenuto in aeroporto con uno striscione “Benvenuti Gnari”. Si aprono le porte e l’attesa è terminata. Un boato ne esplica la felicità. I gemellati si riabbracciano e con essi le famiglie. Sembra che si conoscano da sempre. L’intero aeroporto si illumina di quella gioia spensierata e genuina, fatta di legami semplici di amicizia.

Colazione di benvenuto e incontro ufficiale con la sindaca Maria Rita Crisci, il dirigente scolastico Filippo Terranova e gli insegnanti ideatori del progetto. Di grande sostanza è il discorso della sindaca sull’identità del popolo siciliano e la volontà di far conoscere al di fuori la propria cultura e di come è importante abbattere lo stereotipo di ‘Sicilia uguale mafia’. L’itinerario in Sicilia prevede infatti un percorso sulla legalità ed esplorazione dell’ambiente naturalistico della macchia mediterranea.

Altri cinque giorni intensi e serrati. Città, paesaggi di mare, montagna, storia delle tradizioni e incontri con personaggi che lottano contro la mafia. I legami si consolidano profondamente al punto che il saluto in aeroporto diventa una scena malinconica. Le emozioni sono tante. La paura di perdersi, di non rincontrarsi e la promessa di rivedersi in estate. Ancora una volta il momento apparteneva ai ragazzi che, stretti in un unico abbraccio, cantano un’ultima volta quegli inni divenuti colonna sonora della loro condivisione.

Questo gemellaggio è un’opportunità formativa positiva, ma molto impegnativa fatta di vie tortuose. Gli insegnanti devono fronteggiare ogni dettaglio burocratico e umano. La reticenza può arrivare sia dalle famiglie che da alcuni docenti della scuola stessa. La famiglia, da un lato, manifesta “legittimamente” forti dubbi circa la possibilità di far andare il figlio in una famiglia a migliaia di chilometri di distanza. Dall’altro lato alcuni docenti sono “ingabbiati” nel tempo della programmazione didattica curriculare e dimenticano che si può imparare tanto anche vivendo alcune esperienze al di fuori della aula. La cultura del viaggio è al centro di un gemellaggio, si attraversano luoghi, orizzonti, strade, e si incontra gente diversa, con altri ritmi e stili di vita.

Giorni intensi, dove il  “pensare troppo” è superfluo. Vivere quel momento e condividerlo con i propri pari. I ragazzi imparano a conoscersi sotto vari aspetti. Da un lato, gli ospiti seguono le regole, abitudini, usi e costumi della famiglia ospitante, dall’altro colui che ospita impara a valorizzare la propria terra raccontandola all’altro. Gli insegnanti si scambiano modi e tempi di gestione di alunni e attività. I genitori "gemellati" apprendono informazioni e stili di vita familiare. Il confronto è continuo e spontaneo. Le tematiche da stilare sono molto importanti e possono variare da progetto in progetto. La scelta di determinati percorsi produce emozioni da condividere con l’altro.

Gli insegnanti e i genitori si mettono in gioco sincronicamente, sviluppando idee e risorse. E’ un gemellaggio che ha visto genitori partecipare attivamente ed emotivamente. Hanno saputo impegnarsi, spendendo tante energie per rendere il soggiorno dell’ospite il più sereno e bello possibile. I ragazzi tra di loro si sono osservati, conosciuti e voluti bene. Giorno e notte insieme hanno riso, scherzato, condiviso ed esplorato nuovi territori. In ogni momento della giornata hanno imparato a conoscersi e accettarsi nella loro diversa uguaglianza. Gli insegnanti, a loro volta, hanno lavorato seguendo unica linea comune. Il rapporto insegnante - alunno ha attraversato un’evoluzione che ha reso il legame più speciale. La “buonanotte” e i “buongiorno ragazzi, dormito bene?” trasmetteva un senso di affetto al di fuori della tanta osannata “responsabilità”. Non solo insegnanti, ma esseri umani, che sanno ridere, scherzare e fare battute come tutti gli altri adulti, sempre nel rispetto della figura.

Un gemellaggio è un pezzo di scuola ubicata nelle strade, nel territorio, nelle famiglie. E’ un’esperienza di vita in cui tutti i partecipanti traggono insegnamenti. Gli alunni si osservano nella vita concreta, nelle relazioni, nell’adattamento, nel rispetto dell’altro nella sua diversità. E’ integrazione e cogliendo la positività della cultura altra. E’ vita vissuta e condivisa al di fuori dei banchi di scuola.

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