www.questomeseidee.it - anno 5 numero 6 - luglio/agosto 2017
“BRESCIA PRIDE”: DAGLI EVENTI AL CORTEO
- febbraio 2017 -
di Simona Quatrosi
Il simbolo della città, la Loggia, diviene a colori: sei, come i mesi per preparare Brescia al corteo dei diritti del 17 giugno. ''Brescia Pride'': nel bene o nel male farà parlare di sé.

Il 10 gennaio, nella sede della Cgil di Brescia, il comitato "Brescia Pride" all'insegna dello slogan"Unire la città" si è presentato ufficialmente. Cinque le associazioni promotrici: Caramelle in piedi, Chiesa Pastafariana, Donne di cuori, Equanime, Pianeta Viola. Sono alcune delle altre 38 realtà e associazioni di Brescia e provincia che sostengono  il  progetto.

“Unire la città”, che è pure un nuovo hashtag, identifica gli obiettivi del comitato "Brescia Pride" ha dichiarato alla città l’avvio del motore di una grande macchina chiamata “Pride”, e quest’anno Brescia è in prima linea. Pride inizia a muoversi nel cuore pulsante del territorio con eventi culturali, informativi, concerti, convegni e attività ludiche. Pochi mesi di tempo a disposizione per coinvolgere più gente possibile, sensibilizzare l’opinione pubblica in materia di discriminazioni di qualsiasi genere, per poi giungere alla parata finale del 17 giugno 2017, con un “corteo pieno di gioia e contenuti profondi per le vie della città".

Una "lettera a cuore aperto" per Brescia

La portavoce del comitato, Manuela Fazia di Pianeta Viola, ha presentato il documento politico. È una lettera alla città, dove si fa riferimento alla memoria storica della Leonessa d’Italia, simbolo di forza e resistenza. “Lettera a cuore aperto”, come il comitato stesso ha spiegato, nella quale si cerca e si chiede condivisione per la parità dei diritti, verso l’abbattimento dell’odio nei confronti del diverso, della discriminazione. L’intento di Brescia Pride, come spiega la portavoce, “è tessere relazioni e costruire ponti promuovendo cultura anche dal punto di vista di una minoranza che ha tanto da dire”. In programma molti eventi di spessore culturale al fine di svegliare le coscienze, in nome di una parola sottovalutata e troppo poco applicata. “Uguaglianza”.

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto sono intervenuti Damiano Galletti di CGIL Brescia, Rita De Santis presidente onoraria di AGEDO, la consigliera Donatella Albini, un delegato UISP, un aderente di “Noi siamo Chiesa” e una aderente della Chiesa Valdese.

Noi di QM, abbiamo voluto conoscere il punto di vista e l’operato degli “addetti ai lavori”. Intervistiamo due socie dell’associazione “Donne di cuori”, Bruna Ramus e Melania Bossini.

Da chi è partita l’idea di un Pride nella città di Brescia? Qual è stata l’associazione che ha dato il via alla costruzione dell’evento?

M.B.:“In realtà, all’interno delle varie associazioni era già presente l’idea di voler organizzare un Pride per la nostra città. Un pensiero insito, ma nessuno 'osava' dirlo. La prima iniziativa, comunque, è arrivata da Pianeta Viola che ci ha contattate parlandoci di questa intenzione. Donne di cuori è stata, sin da subito, entusiasta di partecipare attivamente”.

Secondo la vostra opinione di attiviste, Brescia è pronta ad un Pride?

B.R.:“Pensiamo che Brescia non sappia, probabilmente, di essere pronta. Brescia ha una storia  che va trattata con delicatezza e rispetto. È una città medio-piccola, ma anche luogo di enormi eventi storici e questo non è da sottovalutare. È pronta, crediamo, ma non sa di esserlo. Ci vuole tatto per chiamarla ad unirsi. Ci sono ancora molti luoghi comuni e stereotipi da abbattere. Del resto questo è il primo Pride in assoluto per la città e non sappiamo a cosa andiamo incontro. Però ci basiamo sull’immenso lavoro svolto dalle nostre associazioni sul territorio nel corso di questi anni. Siamo convinte che adesso sia il momento di farlo. Ci sono molte altre associazioni che ci sostengono. La gente, giorno dopo giorno, si sta avvicinando a noi, partecipa ai nostri eventi. Questo fa sperare che forse ci stiamo muovendo nella direzione giusta che ci aiuterà a raggiungere l’obiettivo del nostro slogan, appunto, #unirelacittà”.

B.R.: Quali sono i problemi che avete o state incontrando nell’organizzare questa immensa macchina promotrice? Tra di voi associazioni?

“Ci siamo trovate bene. Lo scopo ci unisce, non ci sono divergenze. È vero che all’interno delle associazioni ci sono modi diversi di lavorare, ma non perdiamo mai di vista il fine ultimo che ci accomuna”.

La vostra associazione è di recente costituzione, però è già scesa in campo come promotrice di un evento così imponente.

M. B.:“La nostra associazione di donne lesbiche è giovane. È nata nel 2014, ma è anche vero che tra le nostre socie ci sono donne militanti da tempo, e questo è fondamentale per i nostri obiettivi. Crediamo del valore di un Pride nella nostra città.  Il nostro impegno è promuovere la cultura delle donne in Italia in generale e in particolare nel Bresciano. In tre anni abbiamo partecipato a molte iniziative promosse da altre associazioni della provincia, abbiamo organizzato manifestazioni ed eventi culturali, cercando di coinvolgere il più possibile la gente della nostra città”.

B.R.: Torniamo al Brescia Pride. Voi  “Donne di cuori” che evento particolare avete organizzato?

“Presenteremo un libro scritto da 14 autrici. Si intitola “Over60”: racconti di uomini e donne omosessuali, in età avanzata, che parlano della loro realtà quotidiana, soprattutto nel momento dell’insorgenza di una malattia. La malattia è il tema centrale che accomuna queste storie, in relazione alla mancanza in Italia di una legge che tuteli gli omosessuali e i loro rispettivi compagni. Parteciperemo al festival Open UP, con l’organizzazione di una conferenza con la storica dell’arte Alessia Muroni, che parlerà dell’arte del tatuaggio nella storia. Poi all’interno del Pride ci sarà un’introduzione al fumetto lesbico d’autore, che terrò  personalmente al caffè letterario di Brescia: vogliamo mettere in luce una parte della letteratura meno conosciuta, quella del lesbismo”.

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