www.questomeseidee.it - anno 5 numero 7 - settembre 2017
Commercio elettronico e imprese online nell’UE: proposta nuova normativa fiscale
- dicembre 2016 -
La Commissione europea ha reso pubblica una serie di misure volte ad agevolare gli adempimenti Iva (imposta sul valore aggiunto) per le imprese di commercio elettronico nell'UE. Le proposte consentiranno ai consumatori e alle imprese, in particolare le start-up e le Pmi, di acquistare e vendere più facilmente beni e servizi online.

La Commissione europea ha reso pubblica una serie di misure volte ad agevolare gli adempimenti Iva (imposta sul valore aggiunto) per le imprese di commercio elettronico nell'UE. Le proposte consentiranno ai consumatori e alle imprese, in particolare le start-up e le Pmi, di acquistare e vendere più facilmente beni e servizi online.

L'introduzione di un portale a livello dell'UE per i pagamenti Iva online (lo “sportello unico”) permetterà di ridurre significativamente le spese per gli adempimenti Iva; le imprese dell'Unione potranno così risparmiare 2,3 miliardi di euro all'anno. Inoltre, secondo le nuove norme l'Iva sarà versata nello Stato membro del consumatore finale, garantendo così una distribuzione più equa del gettito fiscale tra i paesi dell'Unione. Le proposte aiuteranno gli Stati membri a recuperare l'Iva perduta ogni anno sulle vendite online, stimata attualmente a 5 miliardi di euro. Si prevede che la perdita di entrate raggiungerà i 7 miliardi di euro entro il 2020 e per questo è essenziale agire ora.

Infine, la Commissione ha mantenuto la sua promessa: gli Stati membri potranno applicare la stessa aliquota Iva alle pubblicazioni elettroniche, come i libri in formato elettronico e i quotidiani online, e ai loro equivalenti in formato cartaceo; sono state infatti soppresse le disposizioni che escludevano le pubblicazioni elettroniche dal trattamento fiscale favorevole riservato alle pubblicazioni cartacee tradizionali.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "Manteniamo fede alla nostra promessa di liberare il potenziale del commercio elettronico in Europa. Abbiamo già proposto di rendere la consegna dei pacchi più efficiente ed economicamente accessibile per meglio tutelare i consumatori che acquistano online e risolvere il problema dei geoblocchi ingiustificati. Ora semplifichiamo le norme Iva, l'ultima tessera del mosaico. La proposta odierna non solo stimolerà le imprese, in particolare le più piccole e le start-up, ma potenzierà l'efficienza dei servizi pubblici e incrementerà la cooperazione transfrontaliera.”

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “Le imprese online operanti nell'UE ci hanno chiesto di semplificare loro la vita. È quello che facciamo oggi. Ora le imprese, grandi e piccole, che vendono online all'estero adempiranno ai loro obblighi Iva nello stesso modo in cui lo farebbero per vendite effettuate nei loro paesi. Risultato: meno tempo perso, meno burocrazia e costi inferiori. Abbiamo anche semplificato le norme per le microimprese e le start-up, in modo da consentire loro di sfruttare più agevolmente i nuovi mercati. Con le nostre proposte i governi europei potranno incassare 100 milioni di euro in più alla settimana, da spendere per servizi a vantaggio dei cittadini.”

Le proposte, che comprendono un nuovo approccio all'IVA per il commercio elettronico, fanno seguito agli impegni assunti dalla Commissione europea nella strategia per il mercato unico digitale in Europa e nel piano d'azione "Verso uno spazio unico europeo dell'IVA”.

In particolare la Commissione propone:
  • nuove norme che consentono alle imprese che vendono beni online di adempiere facilmente a tutti gli obblighi IVA nell'UE in un unico luogo;
  • la semplificazione delle norme Iva per le start-up e le microimprese che vendono online: l'IVA sulle vendite transfrontaliere di valore inferiore a 10 000 euro sarà gestita a livello nazionale. Le PMI trarranno vantaggio da procedure più semplici per le vendite transfrontaliere di un massimo di 100 000 euro;
  • iniziative contro le frodi dell'Iva provenienti dall'esterno dell'Unione, che possono provocare distorsioni del mercato e dar luogo a concorrenza sleale;
  • possibilità per gli Stati membri di ridurre le aliquote IVA applicabili alle pubblicazioni elettroniche, come i libri in formato elettronico e i quotidiani online.
  Queste proposte legislative saranno ora trasmesse al Parlamento europeo per consultazione e al Consiglio per adozione. Le azioni principali in dettaglio

Nuove norme in materia di Iva per la vendita di beni e servizi online. Attualmente i commercianti online devono effettuare l'iscrizione Iva in tutti gli Stati membri in cui vendono i loro prodotti. Spesso citati come uno dei principali ostacoli al commercio elettronico transfrontaliero, gli obblighi Iva rappresentano per le imprese un costo di circa 8 000 euro per ogni paese UE in cui sono effettuate le vendite. Secondo la nostra proposta le imprese saranno tenute a presentare una semplice dichiarazione trimestrale Iva per tutto il territorio dell'UE tramite lo sportello unico Iva online. Questo sistema esiste già per le vendite di servizi elettronici, quali le applicazioni per smartphone, e si è dimostrato efficace per gli oltre 3 miliardi di euro di Iva incassati nel 2015. Verranno così ridotti di un consistente 95% gli oneri amministrativi a carico delle imprese, con un risparmio complessivo per le imprese dell'UE di 2,3 miliardi di euro e un aumento delle entrate Iva per gli Stati membri di 7 miliardi di euro.

Semplificare le norme sull'Iva per le microimprese e le start-up. Verrà introdotta una nuova soglia annuale di 10.000 euro per le vendite online al di sotto della quale le imprese che vendono all'estero potranno continuare ad applicare le norme in materia di Iva che applicano nel loro paese di origine. In tal modo per 430 000 imprese in tutta l'UE, che rappresentano il 97% di tutte le microimprese che operano a livello transfrontaliero, sarà più facile rispettare le norme in materia di IVA. Una seconda nuova soglia annuale di 100 000 euro consentirà di facilitare gli adempimenti Iva per le PMI, con norme semplificate per l'individuazione della sede dei clienti. Le soglie potrebbero essere applicate già nel 2018 per i servizi elettronici ed entro il 2021 per beni online. Altre semplificazioni consentiranno alle microimprese di applicare le norme Iva del paese d'origine, ad esempio per quanto riguarda gli obblighi di fatturazione e di tenuta dei registri. Il primo punto di contatto sarà sempre l'amministrazione fiscale del paese in cui l'impresa ha sede, e le imprese non saranno più controllate da ogni Stato membro in cui effettuano le loro vendite.

Azione contro le frodi all'Iva al di fuori dell'UE. Attualmente i piccoli pacchi importati nell'UE di valore inferiore a 22 euro sono esentati dall'IVA. Con circa 150 milioni di pacchi importati ogni anno nell'UE in esenzione IVA, il sistema è suscettibile di ingenti frodi e abusi, il che crea forti distorsioni a scapito delle imprese dell'UE. In primo luogo, le imprese dell'UE si ritrovano in una situazione di evidente svantaggio, dato che, diversamente dai concorrenti dei paesi terzi, devono applicare l'Iva a partire dal primo centesimo di euro venduto. In secondo luogo, per beneficiare dell'esenzione Iva, i beni importati di valore elevato, quali smartphone e tablet, sono costantemente sottovalutati o non correttamente descritti nella documentazione di importazione. La Commissione ha pertanto deciso di eliminare l'esenzione.

Parità di norme sulla tassazione di libri elettronici, quotidiani elettronici e i loro equivalenti in formato cartaceo. Le norme vigenti consentono agli Stati membri di tassare le pubblicazioni su stampa, quali libri e giornali, con aliquote ridotte o, in alcuni casi, super ridotte o con aliquota zero. Le stesse norme escludono le pubblicazioni elettroniche, il che significa che tali beni devono essere assoggettati all'aliquota normale. Una volta approvato da tutti gli Stati membri, il nuovo regime consentirà agli Stati membri di allineare le aliquote sulle pubblicazioni elettroniche a quelle sulle pubblicazioni in formato cartaceo. Gli Stati membri non saranno però obbligati a farlo.

   
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