www.questomeseidee.it - anno 5 numero 5 - giugno 2017
DORMIRE IN UN “NIDO”, NEL PARCO DEI PADULI
- maggio 2017 -
di Cristina Pacella
Da materiali di scarto dell'agricoltura, come le reti per la raccolta delle olive o i sacchi di iuta, sono stati realizzati dei ''nidi'', giacigli naturali per dormire sotto le stelle.

Una scultura fatta di radici di ulivo, in un paesaggio fiabesco. È Niodemo, guardiano dell'uliveto pubblico del Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli, il custode della passione che un gruppo di giovani mette ogni giorno per continuare a valorizzare le risorse del territorio. Giovani che hanno scelto non fuggire dalla loro terra natia ed hanno trovato una via sostenibile al turismo.

Siamo nel Parco dei Paduli, 5.500 ettari di ulivi secolari, muretti a secco, pajare (case rurali a forma di trullo), masserie, motte, casini di caccia, cripte, dolmen, menhir, vore, tra mar Adriatico e Ionio. Tutto intorno ci sono dieci comuni: San Cassiano, Supersano, Nociglia, Scorrano, Surano, Sanarica, Botrugno, Maglie, Muro Leccese e Giuggianello.

Simona De Mitri, Giorgio Ruggeri, Francesco Buccarelli, Alberto Caroppo, Silvia Zappatore, Massimiliano Pezzuto Palma, Adriano Negro, Cristiana Verardo, Alessandra Lazzari, Valeria Cutrino, Silvia Merico insieme all'associazione LUA (Laboratorio Urbano Aperto) si occupano di valorizzare il Parco con le sue testimonianze storiche, archeologiche, rurali e culturali.

Nel 2011 è nato il progetto “Abitare i Paduli” per restituire al territorio il legame che si stava perdendo tra agricoltura, economia, storia e accoglienza, il tutto in maniera eco-sostenibile. In questo contesto, nasce anche l'idea di offrire la possibilità di un soggiorno alternativo a quanti vogliano vivere la quotidianità del Parco.

Da materiali di scarto dell'agricoltura, come le reti per la raccolta delle olive o i sacchi di iuta, sono stati realizzati dei "nidi", giacigli naturali per dormire sotto le stelle, tra gli ulivi illuminati da una semplice lampada ad olio. C'è il nido sospeso, quello realizzato con muretto a secco e canne intrecciate, il nido fatto con radici d'ulivo.

«Ciascuno può scegliere il nido più adattato - spiega Simona De Mitri, una delle guide del Parco - e vivere un'esperienza unica, completamente immerso nel verde. L'obiettivo era di dare vita a un nuovo tipo di turismo in grado di far apprezzare luoghi e realtà poco conosciute ma non per questo meno affascinanti, che aiuta l’economia locale e i piccoli comuni rurali. I nidi, realizzati nell'ambito del progetto Nidificare i Paduli, sono un esempio perfetto di costruzione ecocompatibile». In caso di pioggia, il Parco mette a disposizione la “Caseddha”, una tipica costruzione rurale che è stata recuperata tenendo conto dei principi della bioedilizia, alimentata solo da energia rinnovabile.

Una fuga dalla città, insomma, per tornare a stretto contatto con la natura. Oltre che dormire, nel Parco ci sono molte attività da fare. «Le attività sono diversificate e legano con un costante filo comune agricoltura, mobilità lenta, e gusto. È infatti disponibile un servizio guida per escursioni a piedi e in bici lungo diversi itinerari, e un parco bici per il noleggio». Ampio spazio anche alla gastronomia e ai prodotti tipici.

«Res.Ort è il progetto di una scuola di cucina rurale del Parco, che valorizza le piante spontanee, la biodiversità dei campi e le storie dei contadini che li coltivano. I suoi appuntamenti itineranti tra i comuni dell’Unione delle Terre di Mezzo sono iniziati a giugno 2016 e coprono tutto l’anno seguendo il calendario religioso. Si concludono il 14 maggio 2017 a Nociglia, con la dedica a San Nicola, Santo d’Oriente,  omaggio al cibo del Mediterraneo e al ponte tra la cultura cattolica e quella ortodossa, vicine ma al tempo stesso differenti. Nei diversi appuntamenti cuochi-custodi del posto si confrontano con cuochi professionisti ideando uno specifico ricettari».

In cantiere c'è anche il Profumo di comunità: è già stata avviata la produzione di un'essenza che restituirà la memoria olfattiva legata al parco. Altra novità, l'App "Visit Paduli", che consentirà di approfondire la conoscenza del Parco. Presto sarà possibile fruire di contenuti che si legano ad una nuova segnaletica, non convenzionale, comparsa ultimamente nel Parco fatta di: “alberi”, dispositivi verticali leggeri utili all’orientamento e da “infocircle”, dispositivi in pietra, di forma circolare, installati a terra, pensati per informare e orientare il visitatore, quest’ultimi, connessi mediante un qr-code alla stessa App, in grado di aumentare, interconnettere e approfondire le informazioni sui luoghi.

(www.abitareipaduli.com) (Si ringrazia Francesco Buccarelli per le immagini)
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