www.questomeseidee.it - anno 5 numero 9 - novembre 2017
Il Natale vero, che cos’è?
- dicembre 2014 -
di Mons. Luciano Monari Vescovo di Brescia

Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere la riflessione di S.E. il Vescovo di Brescia, Mons. Luciano Monari. A tutti i nostri lettori rinnoviamo il più sincero augurio di trascorrere in serenità, con le persone care, il Santo Natale.

''Viviamo un rischio. Quello che i segni del Natale c’impediscano di vedere realmente il Natale. Alberi di Natale, stelle di Natale, regali di Natale, luci di Natale, canti di Natale… segni belli e vistosi, che attirano l’attenzione; ci fermiamo curiosi per ammirare una vetrina, svolgiamo con un senso d’attesa l’involucro di un pacco. Ma il Natale vero, che cos’è? Dove lo possiamo trovare? Riusciamo a vederlo? Certo, il Natale non può ridursi ai molti segni che l’accompagnano; e allora?

Natale è il solstizio d’inverno. Il sole è arrivato al Tropico del Capricorno, il limite estremo meridionale del suo cammino e ora comincia lentamente a risalire verso nord. Ma non basta: il Natale è un momento del ciclo della natura, ma è soprattutto storia.

È la nascita di un bambino a Betlemme di Giudea al tempo del re Erode. Si ripete un evento antico quanto l’uomo, eppure sempre una festa, un momento carico di speranza. Ogni bambino che nasce apre un cammino inedito. La speranza vera non può nascere che qui, da un uomo che nasce.

Ancora. Il bambino che nasce a Betlemme si chiama Gesù e questo ci obbliga a ricordare quello che Gesù di Nazaret è stato: un grande maestro, che ha in segnato in modo sublime la via dell’amore e della fraternità. Il Natale ci fa ricordare quest’uomo e c’interroga: come valutiamo del suo insegnamento? Illusione o sapienza di vita? Ma non basta.

Gesù di Nazaret ha preteso di poter rivelare all’uomo il volto misterioso di Dio. Pretesa immensa, che suona paradossale. Pretesa così grande che per accoglierla, la Chiesa ha riconosciuto in Gesù il Figlio stesso di Dio.

Ecco, dunque: il Natale è il solstizio d’inverno; è la nascita di un bambino; è l’inizio della vita di un grande maestro di morale; è l’incarnazione del Figlio di Dio. Si possono seguire queste affermazioni come si sale una scala per vedere le cose sempre più dall’alto, ma solo quando si arriva all’ultimo gradino ci si può davvero riposare.

Proviamo allora a salire l’ultimo gradino: Gesù di Nazaret, Figlio di Dio nel quale Dio stesso si rivela. «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3, 16). Qui, e qui solo troviamo la novità assoluta. Perché se Gesù Cristo è il Figlio di Dio, allora Dio ha detto il suo amore all’uomo una volta per sempre; allora c’è un fondamento solido (l’amore di Dio per l’uomo) su cui l’uomo può costruire la sua vita; allora c’è una speranza che nemmeno la morte è in grado di cancellare; allora l’amore rimane vittorioso, sia che io riesca a viverlo pienamente, sia che debba ammettere vergognosamente i miei fallimenti.

Se in Gesù Cristo Dio si è fatto vicino, allora Natale è davvero una buona notizia, l’unica notizia che non diventa vecchia col passare del tempo e che permette di augurare con verità anche oggi, oltre duemila anni dopo: Buon Natale!".

 +Luciano Monari

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