www.questomeseidee.it - anno 5 numero 5 - giugno 2017
“Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi”
- aprile 2017 -
di Roberto Barucco
''Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi”, diceva Henry David Thoreau, padre della “Disobbedienza civile”. Può capitare di avventurarsi nel terreno scivoloso delle citazioni, perché il procedere lento ha un suo fascino. Quello di consentirci di scoprire, o riscoprire, angoli della nostra terra, della nostra Italia. Luoghi vicini eppure così lontani, quasi irraggiungibili nel tragitto affannoso d’ogni giorno.

"Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi”, diceva Henry David Thoreau, padre della “Disobbedienza civile”. Ci avventuriamo nel terreno scivoloso delle citazioni perché il procedere lento ha un suo fascino. Quello di consentirci di scoprire, o riscoprire, angoli della nostra terra, della nostra Italia. Luoghi vicini eppure così lontani, quasi irraggiungibili nel tragitto affannoso d’ogni giorno.

Le risorse sono poche, per tante tasche. La crisi senza fine ci ha piegato, avvilito, eppure quell’Italia da grande bellezza è lì. Con quel lungo fine settimana di Pasqua, dal 14 al 17 aprile, che sa quasi di vacanza. Tempo permettendo, godiamoci la fioritura, la primavera, il “fuoriporta”, la "Pasquetta": simboli senza tempo che ci accompagnano fin dall’infanzia.

Di possibilità ce ne sono, muoviamoci con lentezza. Dove? Ad esempio verso l’arte. Oggetto d’attenzioni  quasi scontate, ma non improvvisate, in un Paese da sindrome di Stendhal, non mancano le mostre: come a Milano, in Palazzo Reale, sospesi tra Manet e Parigi moderna.

Lo sport: ultime sciate sulla neve che resiste in quota, sull’arco alpino, dove si prevedono grandi numeri nelle “blue chip” del turismo. Snowboard, fondo, sci alpinismo, discesa, slittino, ciaspole. Un ritorno al Natale mentre le giornate si allungano. Basta una giornata per camminare nei boschi, alla ricerca d’un attimo, accarezzando il sogno di Walden. Le tradizioni, come la solennità delle celebrazioni della Settimana Santa, come in Sicilia. Ogni città dell’isola vive con profonda condivisione la Pasqua. O in Sardegna. C’è solo da scoprire, partecipare, farsi coinvolgere, emozionarsi.

Le gite: l’Italia è sorprendente, bastano pochi chilometri ed ecco ottima cucina, borghi unici e spettacolari, angoli dove sostare e respirare in libertà. Come dimenticare il cuore del nostro Paese, l’Umbria, Assisi, i luoghi dell’anima, Gubbio, Greccio e poi Perugia, Firenze e la Toscana tutta, la Val d’Orcia, l’Emilia Romagna e il Montefeltro, le Marche, l’Abruzzo, il Gran Sasso d’Italia, il Lazio e la Capitale. E poi ancora Napoli e la Campania, i sapori schietti e la cultura di Calabria, la Puglia con la sua luce, quel cielo che non ti scordi, la Basilicata, Matera, Maratea. Le isole, dove mare, montagne e tradizione si abbracciano in rituali antichi.

E nel Nord i laghi, Como, Maggiore, Garda, giusto per citarne alcuni. O angoli romantici come Iseo o il sentiero dell’Amore delle Cinque Terre. Spostiamoci, ma muovendoci sempre con lentezza, in Liguria, per apprezzare, gustare dettagli e colori. Sanremo, Bordighera, Bussana Vecchia, ad esempio, o Bergeggi.

Piemonte, Val d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia. E’ un giro senza sosta nel Made in Italy, come quello che canta Ligabue, con un treno che, forse, non è mai stato una volta in orario, ma che può benissimo contenere  in ogni scompartimento tutti i colori della nostra terra, azzurro cielo compreso.

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