www.questomeseidee.it - anno 5 numero 8 - ottobre 2017
La negoziazione assistita
- giugno 2017 -
di Piergiorgio Belotti
È una procedura stragiudiziale di risoluzione di controversie, ossia un metodo alternativo al classico processo, nel quale hanno rilievo fondamentale le volontà delle parti e gli avvocati. Si tratta infatti di un percorso teso alla ricerca di una soluzione condivisa alla discordia tramite l'assistenza di alcuni garanti della liceità del patto, cioè proprio gli avvocati.

"La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato è un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare  in  buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l'assistenza di avvocati iscritti  all'albo  anche  ai  sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96".

Questo breve estratto proviene dal decreto legge 12 settembre 2014, n. 132. Con esso viene disciplinata una procedura stragiudiziale di risoluzione di controversie, ossia un metodo alternativo al classico processo, nel quale hanno rilievo fondamentale le volontà delle parti e gli avvocati. Si tratta infatti di un percorso teso alla ricerca di una soluzione condivisa alla discordia tramite l'assistenza di alcuni garanti della liceità del patto, cioè proprio gli avvocati.

Questo tipo di procedura ha un elemento in comune con la mediazione, benché da essa differisca in quanto non prevede un mediatore, che consiste nel fatto che in certe circostanze è questione di procedibilità della domanda giudiziale. Significa che se chi desidera agire non dovesse invitare l'altra parte a questo tentativo di trovare una soluzione per il tramite del contributo degli avvocati, allora il giudice dovrebbe fissare una nuova udienza "assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici  giorni per la comunicazione dell'invito". Lo stesso nel caso in cui giudice quando rileva che la  negoziazione  assistita  è "già iniziata, ma non si e' conclusa".

Due, in particolare, sono i casi in cui ciò è necessario: da un lato abbiamo i risarcimenti dei danni da circolazione provocati da natanti o veicoli. Dall'altro vi sono tutte le cause concernenti domande di pagamento di un valore massimo di cinquemila euro, escludendo tuttavia quelle relative all'art. 5bis del decreto legislativo 28 del 2010, cioè quando è obbligatoria la mediazione. Di fatto, dunque, la quantità di cause soggette a questo obbligo è davvero enorme, anche se il valore di essere risulta essere spesso di lieve entità.

Nonostante quanto detto nel precedente paragrafo, vi sono tuttavia delle rilevanti esclusioni dalla questione di procedibilità che concernono le seguenti categorie di procedimenti:"a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione; b) nei procedimenti di  consulenza  tecnica  preventiva  ai  fini della composizione della lite, di cui all'articolo 696-bis del codice di procedura civile; c) nei procedimenti di opposizione o  incidentali  di  cognizione relativi all'esecuzione forzata; d) nei procedimenti in camera di consiglio; e)nell'azione civile esercitata nel processo penale".

Ulteriore specificazione dell'ambito di operatività è l'esclusione di tutti quei procedimenti speciali previsti dalla legge per determinate discipline, oltre che per i casi nei quali la parte può stare in giudizio personalmente, come ad esempio nella separazione.

Quando questa procedura non è obbligatoria, e lasciando da parte due casi specifici come quelli disciplinati dagli artt. 6 e 7 riguardanti rispettivamente le materie familiari e lavorative, è comunque possibile da utilizzare; a questo punto però ci si potrebbe chiedere quali siano i suoi vantaggi essenziali. Il primo e forse il più importante è il fatto che il risultato di questa "conciliazione" risulta essere titolo esecutivo e per l'iscrizione dell'ipoteca giudiziale. È bene precisare che, quando l'argomento della negoziazione sia un atto o un contratto che per l'art. 2643 del codice civile deve essere soggetto alla trascrizione, allora sarà necessario, per poterla ottenere, procedere all'autenticazione da parte di un pubblico ufficiale del verbale di accordo.

Il secondo vantaggio è che "Dal momento della comunicazione dell'invito a concludere una convenzione di negoziazione assistita ovvero della sottoscrizione della convenzione si producono sulla prescrizione gli effetti  della domanda giudiziale".

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