www.questomeseidee.it - anno 5 numero 10 - dicembre 2017 / gennaio 2018
La Notte di Valpurga, streghe, riti e sabba
- aprile 2015 -
di Simona Cremonini
Dal 1 al 3 maggio sulla sponda bresciana del lago d’Iseo, a Pisogne, arriverà Strigarium. Qui nel 1598 furono bruciate in piazza otto giovani donne accusate di stregoneria. A ridosso della notte di Valpurga.

Tra il 30 aprile e il 1° maggio arriva la "Notte di Valpurga", notte di magia, diavoli e morti risvegliati, dee fecondate, streghe che danzano. Diverse tradizioni antiche, che oggi ancora riecheggiano nelle feste popolari, hanno collocato in questo momento di passaggio l'unione tra una Dea Madre e un Dio Solare che avrebbero così fecondato la terra: lo indica l'antico nome celtico di Beltane, altro nome della festa che richiama il "fuoco di Bel", che ardeva tra il dio della luce Belenos e la dea Belisama (identificata dai Romani come Minerva).

Era una festa selvaggia, in cui le passioni sopite il resto dell'anno (o comunque sfogate solo in occasione di sporadici riti liberatori, come il Carnevale) venivano alla luce e mostravano a tutti come il male si annidasse anche tra i propri vicini e tra gli "insospettabili": in questi giorni le streghe si davano convegno, banchettavano e danzavano attorno ai propri falò, dando vita a feste orgiastiche tra le più sfrenate.

Per tenerle lontane dalle proprie case, per non esserne rapiti e sedotti, i fedeli di un tempo chiedevano di intercedere per loro a una santa chiamata Santa Valpurga, dal cui sepolcro secondo una leggenda sgorgava un olio miracoloso, l’“Olio di Santa Valpurg”, che proteggeva dagli spiriti maligni e dalle megere. Ma ben presto la Chiesa fissò la festa della Santa al 25 febbraio, e così questo passaggio del calendario rimase semplicemente la “Notte di Valpurga”, una vigilia spaventosa quanto il Samhain, il Capodanno celtico del 31 ottobre. Poi, il giorno seguente, il 1° maggio, finalmente la festa manifestava il suo carattere solare e di rinascita, attraverso alcuni riti che coinvolgevano un albero ornato di corone e doni dolci e preziosi. Anche se questi riti venivano dal lontano Nord, l’Italia non ne rimase indenne, perché attorno al VI-V secolo A.C. i Celti mossero verso il nostro paese e lasciarono la loro eredità anche sui nostri territori, dove per esempio i Cenomani fondarono Brescia e Verona: e così il rito dell’albero di Maggio, o semplicemente il Maggio, proseguì anche da noi dove si tentò di cristianizzarlo senza successo.

Da allora la Notte di Valpurga continua a ispirare lo spirito dei popoli e soprattutto la penna di molti autori, che l’hanno tributata in una letteratura tanto vasta quanto affascinante: Goethe chiamò “Walpurgisnacht” (Notte di Valpurga) una scena del suo Faust, così come Gustav Meyrink vi dedicò un romanzo. Tra gli scrittori che hanno usato questo tempo di passaggio per ambientare una loro storia merita una citazione particolare un autore che è in piena riscoperta in questo periodo dall’editoria italiana, Howard P. Lovecraft, che Mondadori ha recentemente ripubblicato con “Tutti i racconti”, mentre Magic Press è uscita con la graphic novel di “Il caso di Charles Dexter Ward” illustrata da Culbert (che segue “Le montagne della follia” di alcuni anni fa, stessi autori) e Angelo Cerchi ne ha ripercorso l’opera con un taglio inedito con il particolarissimo saggio “H.P. Lovecraft, il culto segreto” di Aradia Edizioni.

Nella Notte di Valpurga Lovecraft ambienta una delle sue storie più amate, “I sogni nella casa stregata”: il giovane Walter Gilman, studioso di materie occulte e sostenitore di una bizzarra teoria su una relazione tra la matematica e le vecchie storie di magia, affitta la soffitta nella quale viveva, prima del processo per stregoneria dell’anno 1692, la vecchia Keziah Mason, di cui nessuno ha mai spiegato la fuga dal carcere di Salem. Proprio nella Notte di Valpurga, “dove i più neri demoni dell’inferno percorrono la terra e tutti i seguaci dell’Avversario si radunano e celebrano riti senza nome”, Gilman vivrà un’esperienza da incubo che lo porterà a scoperte strabilianti.

Anche quest’anno la magica e spaventosa ricorrenza della Notte di Valpurga offrirà modo a tutti di essere vissuta nel pieno spirito della stregoneria: dal 1 al 3 maggio sulla sponda bresciana del lago d’Iseo a Pisogne (località in cui nel 1598 furono bruciate in piazza otto giovani donne accusate di stregoneria) arriverà Strigarium, l’evento organizzato dall’Associazione Culturale La Gufaia Aldilà del Cancello. A Strigarium per tre giorni si potrà vivere in un mondo di bacchette magiche, eventi e mercatino a tema, conferenze, concerti, approfondimenti su naturalità e magia: un’occasione d’oro per capire di più di certi riti, cui la letteratura e le arti continuano a tributare attenzioni da sempre.

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