www.questomeseidee.it - anno 5 numero 5 - giugno 2017
“MABASTA!” CON IL BULLISMO
- aprile 2017 -
di Cristina Pacella
MaBasta con il bullismo! Lo gridano con forza e determinazione Mattia, Martina, Cristiano, Edoardo, Filippo, Niki, Simone, Giorgia, Mirko, Alice, Michela, Patrick, Marta, Francesca, studenti adolescenti dell'Istituto ''Galilei Costa'' di Lecce.

MaBasta con il bullismo! Lo gridano con forza e determinazione Mattia, Martina, Cristiano, Edoardo, Filippo, Niki, Simone, Giorgia, Mirko, Alice, Michela, Patrick, Marta, Francesca, studenti adolescenti dell'Istituto Galilei Costa di Lecce. Esattamente un anno fa hanno dato vita a MaBasta, acronimo del Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti, il primo movimento nato dal basso che supporta le vittime di bullismo.

In molti casi la vita scolastica può diventare in un incubo, tra violenze quotidiane e la convinzione di essere considerati diversi e inadeguati. Il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, oppressivo e vessatorio ed è un fenomeno in preoccupante crescita. È  infatti fortemente radicato nelle scuole italiane: secondo l’ISTAT, nel corso del 2014 poco più del 50% degli 11-17enni ha subito episodi offensivi, non rispettosi e violenti da parte di altri ragazzi o ragazze. Una statistica di Telefono Azzurro del 2015 ha inoltre evidenziato che il 10% di chi subisce bullismo tenta di togliersi la vita, mentre il 30% compie atti di autolesionismo.

I quattordici studenti della II A del Galilei Costa dicono no ai violenti e cercando di dare aiuto e speranza a chi è vittima di soprusi.

«Dopo la vicenda della studentessa di Pordenone che ha tentato di farla finita perché stanca di sopportare le azioni di bullismo da parte dei compagni abbiamo deciso che non potevamo stare a guardare, che dovevamo fare qualcosa per tanti ragazzi e ragazze che ogni giorno subiscono violenze e abbiamo pensato di unire le forze di accendere i riflettori sul problema del bullismo e del cyberbullismo, informandoci e informando. Abbiamo quindi creato la rete di MaBasta, una community che conta 32mila contatti sui social network e un sito web con oltre 15mila visualizzazioni. L'obiettivo è aiutare vittime e "spettatori" a segnalare ogni episodio senza alcun timore e a spingere bulli e bulle all'angolo, facendoli sentire dei disadattati e cercando di aiutare anche loro".

L’obiettivo più importante è stato raggiunto con l'arrivo delle prime confessioni a cuore aperto di quanti sono soggiogati dai bulli: in moltissimi segnalano infatti episodi di violenza e chiedono aiuto e consigli. Sono moltissimi anche i genitori che si rivolgono a MaBasta per far sentire la propria voce.

«Stiamo scoprendo una dura verità. Una realtà giovanile davvero inquietante. Molti non vogliono più nascondersi, vogliono denunciare e noi vogliamo essere al loro fianco. Siamo un gruppo affiatato e solido e aver creato MaBasta e il continuare a farlo crescere è ormai una missione. Vogliamo continuare ad essere un punto di riferimento. È  un impegno collettivo che ci fa sentire cittadini attivi».

Con un'azione di crowdfunding i ragazzi hanno raccolto dei fondi per creare un centro di ascolto digitale e con altri fondi provenienti da un bando dal Ministero delle Pari Opportuinità replicheranno il modello di MaBasta in altri istituti. Qualcuno ha seguito il loro esempio come già è stato fatto in un liceo a Tirana, con cui è stata creata una collaborazione per esportare il modello MaBasta.

MaBasta ha infatti dato il via alla creazione delle classi "debullizzate", ossia classi in cui ogni atto di bullismo viene neutralizzato, ha fatto nascere le figure dei bulliziotti e delle bulliziotte, studenti con il compito di essere disponibili all'ascolto di casi da parte di vittime e "spettatori" e  l’inerimento delle bullibox, delle scatole in cui imbucare segnalazioni anche in forma anonima.

«Presto MaBasta  diventerà una start up sociale e potremo farlo cresce lavorando per il progetto, sempre continuando a studiare. Crediamo che più si parlerà di questo problema, maggiori saranno i risultati. Le azioni di sensibilizzazione da parte nostra continuano. Andiamo nelle scuole a parlare del progetto e di questo problema e in molti stanno supportando questa causa. Abbiamo avuto modo di raccontare della realtà di MaBasta al presidente Mattarella, ai ministri Giannini e Fedeli, alla presidente Boldrini e durante la prima serata del recente Festival di Sanremo abbiamo urlato MaBasta al bullismo dal palco dell'Ariston, con una grande emozione e con la consapevolezza che insieme si può arginare questo problema. L'invito che vogliamo fare a tutti è parlare, denunciare, non restare chiusi nel proprio guscio».

Se una sola scuola, con una sola classe, con soli quattordici studenti ha messo in campo un tale fermento su un problema così scottante cosa potrebbero fare dieci, cento, mille classi in tutta Italia?

MaBasta al bullismo Challenge!

(www.mabasta.org)

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