www.questomeseidee.it - anno 5 numero 9 - novembre 2017
MILANO: PRIMA STAGIONE DI “TEATROTERAPIA”
- novembre 2017 -
La regia è affidata a uno psicoterapeuta, sotto la cui supervisione gli spettatori diventano attori. Obiettivo: cambiare sul palco in tutta sicurezza, per poi farlo nella vita reale. Arriva a Milano, dopo Roma, la prima stagione di teatro terapia diretta dallo psicoterapeuta Giovanni Porta. E’ un teatro, che va oltre la forma del teatro itinerante, per diventare coinvolgente, tanto da aiutarci a superare le nostre difficoltà quotidiane.

La regia è affidata a uno psicoterapeuta, sotto la cui supervisione gli spettatori diventano attori. Obiettivo: cambiare sul palco in tutta sicurezza, per poi farlo nella vita reale.

Arriva a Milano, dopo Roma, la prima stagione di teatro terapia diretta dallo psicoterapeuta Giovanni Porta.

E’ un teatro, che va oltre la forma del teatro itinerante, per diventare coinvolgente, tanto da aiutarci a superare le nostre difficoltà quotidiane. Sono gli spettatori a salire sul palco e a mettersi in gioco. “Molte persone vivono come se quella che stanno conducendo sia l’unica esistenza possibile, e quando le cose non vanno bene cadono in profonde dolorose lamentazioni. – spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta - Ogni persona ha esigenze e desideri diversi, e la felicità è una condizione estremamente soggettiva e personalizzata. Se amo la natura, non potrò definire un successo il mio lavoro se faccio il manager che vive tra aerei e riunioni, ma magari se possiedo un campeggio… Una cosa, però, è comune a tutti: in ognuno dei campi importanti della propria vita è necessario essere capaci, quando la situazione lo richiede, di rischiare. Rischiare che cosa? Per ognuno è diverso: chiedere una promozione, un numero di telefono, correre il rischio di conoscere nuove persone, di visitare nuovi posti, di trasferirsi. Lamentarsi è inutile. Necessario, invece, è trovare il coraggio di mettere in atto comportamenti nuovi e difficili per raggiungere risultati diversi dal solito. Per fare questo può risultare molto utile la teatroterapia in quanto permette, in un contesto protetto, di sperimentare nuovi comportamenti e possibilità esistenziali senza che l’insuccesso determini conseguenze negative nella vita reale. In pratica, è una palestra dove allenarsi per realizzare i propri desideri. Sono timido? Mi allenerò ad essere un po’ più sfacciato. Sono troppo duro? Allenerò la mia dolcezza e comunicazione emozionale. E così per tutte le rigidità da cui qualsiasi persona è afflitta. Il percorso si svolge in gruppo perché è fondamentale sperimentare il fatto di non essere l’unico/a ad avere desideri irrealizzati e difficoltà nella vita. Il gruppo dà forza ad ogni componente. Io mi occupoo di creare in ogni incontro situazioni di perturbazione di crescente intensità per portare i partecipanti, poco alla volta, ad uscire dai limiti del loro consueto e sentire che effetto fa…”

 

Le sfere fondamentali attorno alle quali si organizza il benessere di un individuo sono principalmente tre:

- L’amore, e dunque la capacità di costruire e mantenere relazioni sentimentali significative e, nel caso lo si voglia, una famiglia - Il lavoro, nel senso di riuscire ad avere una base economica il più possibile solida nel rispetto delle proprie aspirazioni e propensioni - Le amicizie, e dunque la capacità di instaurare relazioni di fiducia in cui trovare reciproco supporto e condivisione di passioni e interessi

“Di solito, si definisce “vita felice” un’esistenza in cui vi sia realizzazione in almeno due di queste tre aree. - spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta - Il successo in tutte e tre è molto raro. Si noti che non intendo il successo come un risultato eclatante a livello assoluto (es. avere un lavoro da rockstar o conquistare il/la partner più bello/a del mondo) ma come una situazione rispondente ai propri bisogni. Provare a migliorare è essenziale per raggiungere un benessere personale. Salire sul palco aiuta a cambiare, prima per finta, in uno spazio protetto, poi, se si vuole, per davvero nella vita reale.

Il laboratorio si terrà a Milano presso il Centro “San In Centro”, in corso Italia 49 (zona Bocconi). Durerà da novembre a maggio e avrà cadenza bisettimanale: due venerdì al mese dalle 19,30 alle 22. Il percorso si articolerà in quattro “blocchi”. Sarà possibile iscriversi solo a uno, a più di uno o frequentarli tutti; ogni “blocco” durerà indicativamente due mesi:

1Formazione del gruppo e familiarizzazione con le tecniche teatrali

2Contattare se stessi: migliorare la capacità di ascoltarsi per poi esprimersi e mostrarsi agli altri

3Approfondire pregi e limiti del proprio modo abituale di stare nel mondo

4Evolversi verso nuovi adattamenti creativi

  MODULO 1 (17 novembre - 1 e 15 dicembre) La formazione del gruppo: creare un ambiente accogliente, adatto al lavoro su se stessi

Durante questi primi due mesi, si centrerà l’attenzione sulla capacità di giocare e divertirsi attraverso il teatro. Il gioco come modo per uscire dai normali schemi che ci ingabbiano e trovare un universo ludico all’interno del quale sdrammatizzare i propri problemi. Costruire un contatto umano autentico tra le persone che partecipano al laboratorio, in cui ognuno sperimenti sia la difficoltà del nuovo sia la possibilità di trovare una propria dimensione.

Presentazione Movimento nello spazio Giochi di improvvisazione Giochi di fiducia Allenamento ala creatività Costruiamo insieme delle storie   MODULO 2 (12 e 27 gennaio - 9 febbraio)

Il contatto con se stessi. La capacità di esprimere e mostrarsi attraverso il mezzo artistico

Una volta formato e “rodato” il gruppo sarà possibile addentrarci più a fondo nelle tecniche di teatroterapia. Durante questi due mesi, lavoreremo sulla capacità di ascoltare, accettare ed esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri attraverso il mezzo artistico. Mostrarsi a se stessi per arrivare a mostrarsi anche agli altri: conoscere il proprio peculiare modo di farsi conoscere e sperimentare magari qualche modo nuovo.

Le emozioni

La meditazione Raccontare la propria storia (anche tramite foto e ricordi) Il disegno La maschera delle cose vietate (lavoro su obblighi e divieti familiari) Gli schemi / ordini familiari   MODULO 3 (23 febbraio – 9 e 23 marzo)

Approfondire pregi e difetti del proprio modo abituale di stare nel mondo.

Una volta conosciuto un po’ più approfonditamente il proprio modo di stare nel mondo, lavoreremo in questi due mesi sui propri limiti abituali: su ciò che vogliamo e che fatichiamo a ottenere, sui nostri blocchi e paure. Ognuno avrà la possibilità di utilizzare il mezzo artistico per “camminare vicino ai propri limiti”, aumentando la consapevolezza sia dei propri desideri che dei mezzi atti a raggiugerli.

Introduzione sulla psicologia del carattere

Il carattere: limiti e pregi

Accettare i propri desideri: cosa vorrei ma ho difficoltà a raggiungere?

Sperimentazione di soluzioni non abituali all’interno del lavoro di gruppo

  MODULO 4 (6 e 20 aprile - 4 e 18 maggio) L’evoluzione verso qualcosa di nuovo

L’ultima parte del laboratorio sarà finalizzata alla solidificazione, tramite il mezzo artistico, delle conquiste ottenute durante tutte le fasi del percorso. Ad ognuno verrò chiesto di costruire un seguito alla propria storia personale, essendone sceneggiatore e interprete: un percorso di ricerca di un finale diverso dal solito che possa magari influenzare positivamente anche la vita al di fuori del teatro…

Interpretare un personaggio complementare al mio “solito”

Scrivere una nuova storia

Portare in scena parti nuove e vecchie di se stessi

Costo: 70 € per due incontri mensili da 2,5 ore l’uno

  Conduttore: Giovanni Porta.  

GIOVANNI PORTA (www.giovanniporta.it) Psicoterapeuta esperto nell’utilizzo di tecniche artistiche nella relazione di aiuto, perfomer teatrale e poetico. Psicologo psicoterapeuta di orientamento gestaltico, è esperto in alimentazione e teatroterapia. Vive e lavora tra Roma e Milano. Da anni realizza laboratori e percorsi in cui l'arte viene utilizzata con finalità terapeutiche. Laureato in Psicologia presso l'Università degli Studi di Padova, si è successivamente specializzato con un master in "Utilizzo di tecniche artistiche nella relazione d'aiuto", ha una specializzazione in Psicoterapia della Gestalt presso l'I.G.F. di Roma, ed una in "Teatro e Psichiatria".

  Info: Chiara Porta – [email protected] - 328 9629722
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