www.questomeseidee.it - anno 5 numero 4 - maggio 2017
Quell’idea chiamata libertà
- aprile 2014 -
di Roberto Barucco
“A' Ghàidhealtachd”. “La terra dei Gaeli”. Dove lo spirito di William Wallace vola alto e sorride al luogo di quell’idea chiamata libertà che, giusto settecento anni fa, trovò un popolo a difenderla. Con quale moneta e con che documenti arriveremo, dopo l’equinozio d’autunno, a visitare le Highlands scozzesi o Bannockburn, dove si combatté quella battaglia, così ben ricordata nelle sequenze finali di “Braveheart”? Sterlina? Dollari? Antichi Merk? L’indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna è un processo possibile, che passa dalla realtà d’un referendum. Il 18 settembre infatti gli elettori d’oltremanica risponderanno al quesito ufficiale: “Dovrebbe la Scozia essere uno stato indipendente? Dai “sì” e dai “no” indicati con una croce sulla scheda dipenderà, tra sei mesi, il futuro di una possibile, potenziale nuova nazione. E, strano paradosso dell’Europa unita, questo voto, ora che i più recenti sondaggi danno i “secessionisti” in ascesa e in viaggio verso il 45%, potrebbe dipendere anche dai “non scozzesi”. Infatti ogni cittadino dell’Unione Europea o del Commonwealth residente in Scozia ha diritto al voto.

“A' Ghàidhealtachd”. “La terra dei Gaeli”. Dove lo spirito di William Wallace vola alto e sorride al luogo di quell’idea chiamata libertà che, giusto settecento anni fa, trovò un popolo a difenderla.
Con quale moneta e con che documenti arriveremo, dopo l’equinozio d’autunno, a visitare le Highlands scozzesi o Bannockburn, dove si combatté quella battaglia, così ben ricordata nelle sequenze finali di “Braveheart”?

 

Sterlina? Dollari? Antichi Merk? L’indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna è un processo possibile, che passa dalla realtà d’un referendum. Il 18 settembre infatti gli elettori d’oltremanica risponderanno al quesito ufficiale: “Dovrebbe la Scozia essere uno stato indipendente?

Dai “sì” e dai “no” indicati con una croce sulla scheda dipenderà, tra sei mesi, il futuro di una possibile, potenziale nuova nazione. E, strano paradosso dell’Europa unita, questo voto, ora che i più recenti sondaggi danno i “secessionisti” in ascesa e in viaggio verso il 45%, potrebbe dipendere anche dai “non scozzesi”. Infatti ogni cittadino dell’Unione Europea o del Commonwealth residente in Scozia ha diritto al voto.

 

Anche se nella reminiscenza non c’è un il ricordo ancestrale d’un clan chiamato a vegliare, dunque, anche gli italiani residenti nelle Terre Alte o gli austriaci, potrebbero essere determinanti per decidere l’indipendenza. Scozzesi per scelta.

Se vincesse il fronte del “sì” sulla bilancia destinata a pesare il futuro della nuova nazione arriverebbero poi altri temi, dalla difesa (le basi nucleari inglesi sono in Scozia) ai rapporti con il Regno Unito (un poco più piccolo, in questo caso) e pure l’adesione alle organizzazioni internazionali, come l’Unione Europea, o, perché no?, la Nato.

E anche l’economia e lo sviluppo avrebbero un bel peso su quel piatto allargato a pesare oro e popoli. Specialmente ora che, nonostante la crisi, ricordiamolo, in Scozia si resiste bene. Certo, c’è l’incognita sulla sterlina. Che divisa sosterrà il futuro scozzese? Difficile formulare qualsiasi ipotesi, mentre si delineano altri aspetti, spuntano i nomi dei gruppi bancari che comunque potrebbero essere vicini alle necessità del nuovo Stato, se questo nascesse.

 

Per il celebre Sean Connery, l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito è una “opportunità da non perdere, per promuovere il nostro patrimonio culturale”. Una rinnovata attenzione su cultura e politica. Se poi uniamo anche un probabile calo di tasse nell’ipotetica nuova realtà nazionale, c’è di che guardare, non solo da Londra, ma da tutta Europa, con grande attenzione agli sviluppi dalle parti di Edimburgo.

Intanto, tra una ballata popolare e una festa di primavera, accompagnata dal suono delle grandi cornamuse delle Highland, corre sempre leggera nell’aria, lieve sulle statue innalzate a William Wallace, la frase conclusiva del film “Braveheart”: “Nell’anno del Signore 1314, patrioti scozzesi affamati e soverchiati nel numero sfidarono il campo di Bannockburn. Si batterono come poeti guerrieri. Si batterono come Scozzesi. E si guadagnarono la libertà”.

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