www.questomeseidee.it - anno 5 numero 3 - aprile 2017
QuestoMese Ordine Commercialisti
- febbraio 2017 -
L'accertamento con adesione: una pratica sollecitata dalla stessa Agenzia delle Entrate, poiché consente al contribuente di definire le imposte dovute ed evitare, in tal modo, l’insorgere di una lite tributaria.

L’accertamento con adesione è una sorta di patteggiamento  che negli ultimi anni ha visto progressivamente ampliare il numero dei contribuenti che accedono a tale Istituto.

Anche l’Agenzia delle Entrate sollecita tale pratica e sul proprio sito ricorda che l’accertamento con adesione consente al contribuente di definire le imposte dovute ed evitare, in tal modo, l’insorgere di una lite tributaria.

Si tratta, sostanzialmente, di un “accordo” tra contribuente e ufficio che può essere raggiunto sia prima dell’emissione di un avviso di accertamento, che dopo, sempre che il contribuente non presenti ricorso davanti al giudice tributario.

L’accertamento con adesione permette al contribuente di usufruire di una riduzione delle sanzioni amministrative ed inoltre, per i fatti accertati, perseguibili anche penalmente, costituisce una circostanza attenuante il perfezionamento dell’adesione con il pagamento delle somme dovute prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.

Sia l’ufficio che il Contribuente possono azionare tale procedura. Qualora l’iniziativa sia dell’Ufficio esso  tramite un invito a comparire, può invitare il contribuente a tentare una forma di definizione concordata del rapporto tributario prima ancora di procedere alla notifica di un avviso di accertamento.

L’invito a comparire ha carattere unicamente informativo e in esso sono indicati i periodi d’imposta suscettibili di accertamento, il giorno e il luogo dell’appuntamento, nonché gli elementi rilevanti ai fini dell’accertamento.

Se il contribuente non aderisce all’invito a comparire non potrà in seguito ricorrere a questo istituto per gli stessi elementi e per i periodi d’imposta indicati nell’invito.

RICHIESTA DEL CONTRIBUENTE

Il contribuente stesso può avviare la procedura presentando una domanda in carta libera in cui chiede all’ufficio di formulargli una proposta di accertamento per un’eventuale definizione.

La domanda può essere presentata all’ufficio competente:

  • prima di aver ricevuto la notifica di un atto di accertamento non preceduto da un invito a comparire;
  •  dopo aver ricevuto la notifica di un atto impositivo non preceduto da invito a comparire, ma solo fino al momento in cui non scadono i termini per la proposizione dell’eventuale ricorso.

La domanda di adesione, corredata di tutte le informazioni anagrafiche e di ogni possibile recapito anche telefonico, deve essere presentata – prima dell’impugnazione dell’avviso di accertamento innanzi alla Commissione tributaria provinciale – all’ufficio che lo ha emesso entro 60 giorni dalla notifica dell’atto mediante consegna diretta o a mezzo posta e produce una sospensione di 90 giorni dei termini per ricorrere onde consentire alle Parti di addivenire all’accordo. In buona sostanza i termini per ricorrere sono sospesi per 150 giorni dalla notifica dell’Avviso di Accertamento.

PERFEZIONAMENTO DELL'ADESIONE

Il raggiungimento o meno dell’accordo avviene in contraddittorio e può richiedere più incontri successivi, per la partecipazione ai quali il contribuente può farsi rappresentare o assistere da un procuratore.

Ricordate, in pur breve sintesi, le principali caratteristiche dell’Accertamento con Adesione: ritengo opportuno soffermarsi su un aspetto procedurale non di poco conto che riguarda l'effettiva volontà di accedere alla transazione, nel senso che la mancata presentazione all’invito da parte dell’Ufficio potrebbe non consentire la sospensione dei 90 giorni, anzi richiamata in quanto l’atteggiamento del contribuente potrebbe essere considerato dilatorio al solo fine di ritardare l’esecutività dell’Accertamento.

Eugenio Vitello, Commercialista in Brescia
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