www.questomeseidee.it - anno 5 numero 5 - giugno 2017
QuestoMese Ordine Commercialisti
- maggio 2017 -
Parlamento e Governo hanno attivato una serie di strumenti e interventi che, attraverso la leva fiscale, si propongono di sostenere e stimolare crescita, ricerca, innovazione e competitività del nostro apparato industriale e che potrebbero aiutarci a considerare ora il Fisco come partner che intende contribuire al miglioramento della performance dell’impresa.

Tutti siamo abituati a vedere il Fisco nella veste di vorace esattore di imposte e tributi considerandolo, nell’ambito delle attività imprenditoriali, quale “socio” che nulla apporta ma che, tuttavia, esige una quota significativa degli utili aziendali.  Parlamento e Governo hanno attivato una serie di strumenti e interventi che, attraverso la leva fiscale, si propongono di sostenere e stimolare crescita, ricerca, innovazione e competitività del nostro apparato industriale e che potrebbero aiutarci a considerare ora il Fisco come partner che intende contribuire al miglioramento della performance dell’impresa.

Infatti, anche l’Italia (finalmente), allineandosi a quanto già successo in altri Paesi della UE, ha messo in campo incentivi per accelerare la transizione verso la c.d. “Industria 4.0”. La “quarta rivoluzione industriale”  si contraddistingue per un massiccio impiego di dati e informazioni, di web e processi hi-tech, di macchinari e sistemi automatizzati, digitalizzati e tra loro connessi. In tale ottica, l’innovazione 4.0 non risiede semplicemente nell’introdurre in azienda un nuovo macchinario tecnologicamente all’avanguardia (magari in sostituzione di un bene obsoleto) ma nel combinare diverse tecnologie con lo scopo di integrare il mondo della fabbrica e le filiere produttive in modo da renderle  un sistema integrato e connesso in cui macchine, persone e sistemi informativi interagiscono fra loro per ottenere prodotti più intelligenti, servizi più efficienti e ambienti di lavoro eco-sostenibili.

Il Piano nazionale varato dal Governo si compone di due direttrici chiave. La prima (Investimenti Innovativi) si prefigge di incentivare:

  • gli investimenti dell’industria privata nel rinnovo del “parco macchine” attraverso la misura del c.d. “super-ammortamento”;
  • gli investimenti a maggiore connotazione digitale  attraverso lo strumento del c.d. “iper-ammortamento”;
  • l’attività di ricerca e sviluppo dell’impresa  attraverso il riconoscimento  di uno specifico credito d’imposta a valere sulle spese sostenute;
  • lo sfruttamento di beni immateriali quali i brevetti, i marchi d’impresa, i disegni e modelli industriali attraverso la defiscalizzazione dei redditi dagli stessi generati (il c.d. “Patent box”);
  • la crescita delle start-up innovative tramite detrazioni d’imposta a favore dei soggetti investitori che partecipano al capitale di rischio;
  • la finanza a supporto degli investimenti 4.0 grazie alla c.d. “Sabatini ter”.

La seconda direttrice chiave (Competenze) prevede la diffusione di una nuova cultura industriale lungo l’intero ciclo formativo, dalla scuola alla università, dagli istituti tecnici superiori ai corsi di dottorato e la trasformazione del mercato del lavoro.

Questo mese  intendiamo offrire un approfondimento  sull’ IPER-AMMORTAMENTO PER INDUSTRIA 4.0

Il Legislatore introduce un nuovo beneficio a favore delle imprese che investono in beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico atti a favorire i processi di trasformazione tecnologica in chiave “Industria 4.0”.

Si tratta essenzialmente di beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori, di sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità,nonché di  dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0.

L’agevolazione dell’iper-ammortamento consiste nella maggiorazione del 150% del costo di acquisto con la conseguenza che l’impresa ha la possibilità di ammortizzare un valore pari al 250% del costo di acquisto stesso (con la ulteriore precisazione che il beneficio si estende anche alle operazioni di leasing e ai beni realizzati in economia all’interno dell’impresa o mediante contratto di appalto ).

La misura è di indubbio appeal poiché, considerando l’aliquota IRES del 24%,  la stessa si concretizza, di fatto, in un risparmio fiscale pari al 36% del costo sostenuto per l’investimento (che, come già sopra osservato in relazione al super-ammortamento, si cumula alla riduzione del carico fiscale connesso alla deduzione dal reddito degli ammortamenti ordinari).

In merito al perimetro applicativo dell’agevolazione si segnala che:

  • a differenza del super-ammortamento, i titolari di reddito di lavoro autonomo (esercenti arti e professioni) ne sono esclusi;
  • come per il super-ammortamento, la maggiorazione dell’ammortamento non rileva ai fini dell’IRAP;
  • per l’individuazione dei beni ad alto contenuto tecnologico ammessi al beneficio si deve consultare l’apposito elenco descrittivo allegato alla Legge di bilancio 2017. A titolo meramente esemplificativo rientrano nel novero dei beni agevolabili  i centri di lavoro, i torni a controllo numerico, le macchine utensili operanti con laser, macchine per il confezionamento e l’imballaggio, presse, laminatoi e trafilatrici.

Inoltre, la Legge dispone, nei confronti delle imprese che effettuano investimenti per i quali compete l’iper-ammortamento, la possibilità di maggiorare del 40% il costo sostenuto per l’acquisizione di beni immateriali ovvero di software, piattaforme e applicazioni  funzionali a favorire una transizione verso i suddetti processi di trasformazione tecnologica.

L’iper-ammortamento del 250% spetta con riferimento agli investimenti eseguiti dal 01 gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 ovvero sino al 30 giugno 2018 a condizione, in quest’ultimo caso, che i beni si riferiscano a ordini accettati dal fornitore entro il 31 dicembre 2017 e che, entro la stessa data, sia anche avvenuto il pagamento di un acconto non inferiore al 20%.

E’ importante osservare che l’iper-ammortamento compete soltanto a decorrere dall’anno nel quale si realizza l’interconnessione del bene strumentale al sistema aziendale di gestione della produzione. Pertanto, se l’acquisto avviene nel 2017 ma l’interconnessione si realizza nel 2018, l’iper-ammortamento può essere applicato soltanto a decorrere dall’anno 2018 (mentre per l’anno 2017 l’impresa potrà, comunque, godere del super-ammortamento).

Affinchè il bene possa considerarsi “interconnesso” è necessario che lo stesso scambi dati e informazioni con i sistemi interni (ad esempio, il sistema gestionale, il sistema di pianificazione della produzione o altre macchine dello stabilimento) e/o con quelli esterni (quali, clienti, fornitori, altri siti produttivi dell’azienda o di terzi, supply chain).

Ai fini della fruizione della agevolazione in commento, è previsto che l’impresa deve acquisire una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del legale rappresentante attestante che il bene possiede caratteristiche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato e che il bene stesso è interconnesso  al sistema aziendale di gestione della produzione. Qualora, invece, il bene abbia costo superiore a € 500.000,00, in luogo della suddetta dichiarazione del legale rappresentante l’impresa deve dotarsi di una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale o da un ente di certificazione accreditato.

Pier Federico Carrozzo, Dottore Commercialista

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