www.questomeseidee.it - anno 5 numero 1 - febbraio 2017
Editoriale

La porti un bacione a Firenze…

- febbraio 2017 -
di Roberto Barucco

“Andrò a Firenze nel fine settimana”, dice l’amico, dopo essersi seduto a fianco del mio aperitivo, al solito bar. “Siamo fuori stagione, ma sono proprio contento. Voglio vedere molti musei”. Alza il boccale di birra. “Non c’è una stagione - replico - per la bellezza, E per riscoprire l’Italia”. “Hai ragione, salute”. I consigli sul ristorante e dove affrontare una chianina al sangue sono una conseguenza. “Vai qui. Poi vai là. Bevi quel vino - aggiunge l’amico barista - non fermarti lì, che ti spennano”. Noi italiani siamo bravissimi nel consigliare, ci nominiamo “esperti” d’un posto, anche se ci siamo stati per poche ore.

2017: l’anno di Donald Trump?

- dicembre 2016 -
di Roberto Barucco

Sarà l’anno di Donald Trump? Non c’è dubbio che il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America dal prossimo 20 gennaio sarà ancora di più al centro delle attenzioni mediatiche di tutto il mondo. E non solo: le sue scelte di politica interna ed estera determineranno, volenti o nolenti, il corso delle vicende geopolitiche e economiche di gran parte del pianeta. Che ci piaccia o meno, l’America di Trump è già qui dietro l’angolo: bussa con forza alle porte del futuro e pone una serie di interrogativi a quanti avevano immaginato nel nuovo corso indicato da Barack Obama, una possibile chiave di lettura della storia di domani.

Vittoria del “No”. Renzi si dimette

- dicembre 2016 -


Tutto in una notte. “L'esperienza di governo è finita”. Dimissioni. Il premier Matteo Renzi, poco dopo la mezzanotte, parla agli italiani. L'esito del referendum costituzionale è stato netto. Quasi venti punti percentuali di differenza tra il “Sì” e il “No”. Non un margine risicato, ma una vittoria decisiva del “No”.

Usa, Italia. Il giorno dopo il voto…

- novembre 2016 -
di Roberto Barucco

E' il 9 novembre. Il "giorno dopo il voto". Nell'America del terzo millennio, del dopo Obama, comunque sia andata qualcosa è cambiato. Radicalmente cambiato. Questo grande Paese, che ci piaccia o meno, sta vivendo un passaggio epocale, una nuova trasformazione, questa volta veloce come un pensiero affidato al web, che è già lento. Torniamo al 9 novembre, all'ammazzacaffè del giorno dopo, che ha una sua forza vitale. Ci riporta a una data simbolica per gli Stati Uniti: si celebra il “World Freedom Day”, la Giornata Mondiale della Libertà, che cade nella data dell'anniversario della caduta del Muro di Berlino. Un giorno, a dir poco, simbolico.

Usa, Austria, Italia. L’autunno del voto

- ottobre 2016 -
di Roberto Barucco

Novembre e dicembre. I mesi del voto. Si va alle urne l’8 novembre in America, nell’Election Day che deciderà il nome del 45° presidente degli Stati Uniti, successore di Barack Obama, non più eleggibile dopo aver raggiunto il limite dei due mandati. Linea politica e futuro della nazione americana sono legati a chi vincerà tra Donald Trump, candidato del Partito Repubblicano e Hillary Clinton, candidata del Partito Democratico. Anche l’Italia, come l’Austria, questa volta domenica 4 dicembre, sarà chiamata a pronunciarsi. Se oltralpe la lunga battaglia tra Norbert Hofer e Alexander Van der Bellen, combattuta a colpi di scena, rinvii e ricorsi, colla compresa, probabilmente vedrà la sua naturale conclusione con la nomina del futuro presidente austriaco, dalle parti di Roma il confronto referendario sulla riforma costituzionale porterà almeno un risultato certo: quello di consegnare al futuro immediato un Paese ancora diviso tra “No” e “Sì”.

L’ Austria e la “colla della democrazia”

- settembre 2016 -
di Roberto Barucco

No. Non è un refuso anche se da “culla” a “colla” il passo è breve, soprattutto se parliamo di buste per il voto postale, prassi consolidata in Austria, ma, da pochi giorni, sotto i riflettori di popolazione, media e ancora di più dei due sfidanti alla presidenza. La colla della striscia autoadesiva prevista per le missive non va bene. Non garantisce un sigillo corretto. Il voto slitta a dicembre, il 4, in pieno clima natalizio. Hofer e Van Der Bellen dovranno aspettare ancora per il rush finale verso la poltrona presidenziale. Poi, a questo punto il 'forse' è d’obbligo, nel Paese d’Oltralpe il popolo degli aventi diritto sceglierà.

L’ottobre dell’Europa: Austria e Ungheria al voto

- settembre 2016 -
di Roberto Barucco

Due ottobre: il giorno più lungo dell’Europa. Insieme all'Austria, dove l'Fpo con Norbert Hofer punta alla presidenza, si va alle urne anche in Ungheria, per il referendum sul ricollocamento degli immigrati voluto da Bruxelles. Poi si voterà in Italia per la riforma costituzionale. E, passate le brume d'autunno, l’anno prossimo a maggio in Olanda, dove l'euroscetticismo è in crescita. Le politiche dell’Unione al centro delle tensioni.

Le Olimpiadi venute dal Brasile

- luglio 2016 -
di Roberto Barucco

Sospese tra favelas e futuro. Tra ordine e progresso. Tra “Zika” e sorrisi, balli, polizia, musica e saudade. Il Cristo Redentore, appeso a una ruga della terra, sul Corcovado guarda paziente la baia di Rio de Janeiro. Accoglie tutti, nell’abbraccio corale delle Olimpiadi 2016. Dei diecimila campioni attesi, sarà lui, come sempre, l’atleta della speranza più fotografato dalle migliaia di appassionati, turisti e sportivi che prenderanno d’assalto gli alberghi. E poi andranno a caccia di selfie e autografi tra i divi dello sport del villaggio olimpico di Barra da Tijuca, affolleranno gli stadi e le stazioni di autobus e metropolitana diretti a Copacabana, Maracanã e Deodoro.

Notte prima degli esami…

- giugno 2016 -
di Roberto Barucco

Era ieri, sembra ieri. Luglio 1982. Allora l’esame di maturità ti arrivava tra capo e collo nei giorni più caldi. Quando del vecchio liceo c’era già un ricordo dolce e sfumato e persino i volti dei compagni di scuola sembravano già cambiati, inseriti in una nuova prospettiva. Come fanno i vecchi che si lamentano dei tempi nuovi e ricordano con piacere un passato rassicurante, anche noi diciamo che da allora, tutto è cambiato. Non per senilità precoce, ma per un certo attacco di nostalgia canaglia, di quei giorni che ci sono rimasti nella memoria. E’ vero, sul piano pratico e dei metodi, molto è cambiato. Ammettiamolo. Ma non i nostri ricordi. Se scaviamo per un poco nel passato riusciamo a intravedere bene volti, giorni e soprattutto emozioni. Che quelle non cambiano mai.

“Obama out?”

- maggio 2016 -
di Roberto Barucco

“Obama out”. E il microfono, in quell’ultima sera d’aprile, sospeso in alto come una possibilità, si stacca dal palmo della mano. Cade a terra. E’ un piccolo rumore che risuona nella sala gremita di corrispondenti della Casa Bianca. Ma solleva una grande eco nel mondo. Ha la forza di far riflettere sul valore d’una democrazia matura, tanto i tremila e passa invitati della “White House Correspondents Association”, punto d’arrivo del gotha giornalistico, quanto chi, a casa, ha visto compiersi uno degli atti finali dell’ “Era Obama”. L’ultima cena ufficiale con i giornalisti, rito che esiste dal lontano 1920, capolavoro d’ironia, understatement, autocritica, presa in giro nel senso buono del termine narra di otto anni consegnati già alla storia, tra risate, battute degne del David Letterman Show, commozioni reali e non cercate. “Fra meno di un anno starai giocando a golf tutti i giorni”, dice il comico Larry Wilmore. Mr. President replica: “Da comandante in capo passerò a comandante del divano”. Potus è in gran forma, scherza allegramente riferendosi a Trump. Guarda a sua moglie con grande affetto e sorride: “Michelle non è invecchiata di un giorno. L’unico modo in cui si può capire in che anno è stata scattata una foto, è guardare me”.

Irlanda: tornano i giorni dell’Ira?

- aprile 2016 -
di Roberto Barucco

"Non ci arrenderemo mai, fino a quando l'Irlanda non sarà tutta libera". Nel centenario della Pasqua del 1916, poco dopo le celebrazioni di San Patrizio, la parola torna ancora alle armi. Una piccola parte, di irriducibili dell'Esercito Repubblicano Irlandese, l'Ira, ritorna a battersi con la forza contro l'Inghilterra. L'annuncio arriva con un comunicato, a poca distanza da un primo attacco, rivendicato, ai danni di una guardia carceraria.

Pace, amore e web: fede Millennials

- aprile 2016 -
di Roberto Barucco

Per qualcuno la chiesa può attendere. Il paradiso, forse, no. O meglio: i giovani che dirigeranno le sorti del terzo millennio appaiono meno legati a schemi e funzioni religiose ben definite. Mostrano invece trasversalità, tolleranza, una diversa e per molti aspetti positiva, visione del mondo. In controtendenza rispetto ai cosiddetti “baby boomers”, i figli del boom economico degli anni Sessanta. Il dato relativo ai “Millennials” fa e deve far riflettere: sempre meno americani (almeno secondo i dati del campione rilevato) va in chiesa, tantomeno si riconosce in qualche particolare gruppo religioso o crede nella Bibbia.

Terrore e morte a Bruxelles, Europa colpita al cuore

- marzo 2016 -


Esplosioni in aeroporto e in metropolitana. Cresce il bilancio delle vittime. Esercito in strada. Allerta negli scali internazionali. In Italia convocato il Comitato Nazionale di Sicurezza. Sarebbero almeno 34 i morti e oltre 130 i feriti per le esplosioni nell'aeroporto e nella metropolitana di Bruxelles, secondo un primo bilancio, provvisorio. Tra i feriti, anche degli italiani che non sarebbero però inseriti nell'elenco dei feriti gravi. Secondo i media belgi pare sia stata ritrovata all'interno dell'aeroporto anche una bomba inesplosa. La Procura di Bruxelles avrebbe confermato che si è trattato di attentatori suicidi. Esplosioni anche alla stazione metropolitana di Maalbeek nelle vicinanze della Commissione Ue. L'attacco in metropolitana avrebbe causato, secondo i media belgi, molte vittime e decine di feriti.

Usa, Election Day 2016: una cronaca futura

- marzo 2016 -
di Roberto Barucco

Un poco di fantapolitica a breve scadenza, come lo yogurt: "Le indicazioni sono state chiare. Almeno, a giugno lo schema è definito, nonostante la sorpresa californiana, i candidati anche. I volti da votare sono ormai certi. Il dibattito presidenziale di settembre si è concluso da più di un mese. Senza apparenti vincitori o vinti: le preferenze sui temi trattati, riforma sanitaria, tassazione, sicurezza, politica internazionale, si sono alternate, definendo un quadro di sostanziale parità tra progressisti e conservatori. L’intervento in Libia ha avuto il suo peso, nell’agenda elettorale, come il ridispiegamento di forze in Europa e in Sud Corea. Terrorismo e tensioni internazionali hanno alimentato il dibattito. Intervenire, si, no. Creato dubbi. Contrasti".

Giornalisti, vittime di guerra

- febbraio 2016 -
di Roberto Barucco

“Ma i giornalisti muoiono?”. “Sì. Ma vivono per sempre. E non hanno scritto sull’acqua quanto hanno visto e testimoniato”. Dal 1990 sono almeno 2.297 i giornalisti, gli operatori televisivi, quelle persone altrettanto in carne e ossa quanto chi legge, che hanno perso la vita cercando di informare. Una media di cento colleghi all’anno. Per 25 anni. Le nostre nozze d’argento si tingono di rosso sangue. Scrivere di rivoluzioni e guerre, criminalità, “nera”, corruzioni d’ogni genere, violenze, sommosse, ha sempre un prezzo: a volte la famiglia, i ricatti, le minacce più o meno velate. Altre volte la vita. Troppe volte. Eppure, quella raffica di volti evocati dal lungo rapporto della International Federation of Journalists, fresco di pubblicazione, non riesce a togliere il fascino a questo maltrattato e sputtanato mestiere, odiato da chi lo teme, blandito da chi vorrebbe usarlo per i suoi scopi.

Shoah: l’inferno in terra

- gennaio 2016 -
di Roberto Barucco

“…A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che ‘ogni straniero è nemico’. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager”. (Dalla prefazione di “Se questo è un uomo”, di Primo Levi).

- dicembre 2015 -
di Elena Landi

Ricordo quel Presepe che…

- dicembre 2015 -
di Roberto Barucco

Tutte le luci colorate, i ninnoli e le renne, forse no. Non mi hanno mai esaltato le celebrazioni di plastica. Ma il raccogliersi a pensare, rispolverando le statuine di sempre, recuperate dalla scatola di cartone in cantina, salutarle come vecchi amici, inventarmi una storiella per ogni comparsa del mio piccolo Presepe, mi piace. Lo confesso. Quel Presepe dell’anima che ti porta a compiere un bilancio dell’anno, dell’esistenza, del senso di quella vita che scorre, mentre dialoghi con un pastore o sistemi una palizzata e un ciuffo di muschio nella tua improbabile Betlemme, rimane come una certezza, commuove ancora. Non serve, ora, per dirla tutta, prendere una posizione politica, laicista, antilaicista, filo questo o filo quello. Quello fa parte del dibattito politico, che non è spesso separato da tentazioni, necessità, botte e risposte dettate dalla “pancia”. Invecchio e provo un certo distacco da vicende che ho visto e seguito e commentato per oltre vent’anni con alterne fortune. E, in fondo, anche lo scegliere di non parlare di politica, è una scelta politica.

Ciao Expo, arrivederci Uomo

- novembre 2015 -
di Roberto Barucco

“Dopo Expo” resta l’uomo. Anzi, l’umanità. I bilanci, quei 21,5 milioni di persone che in sei mesi hanno visitato l’Esposizione Universale, il grande abbraccio corale con il mondo, sono già consegnati agli archivi. E’ vero, come dice il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che la “sfida rivolta a noi stessi è stata vinta”. Ed è altrettanto vero che ora siamo pronti a un salto in avanti.

Pensare in maniera nuova l’Uomo

- ottobre 2015 -
di Roberto Barucco

“Ascoltate le chiare parole d'un grande scomparso, di John Kennedy, che quattro anni or sono proclamava: ‘L'umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità’ ”. Era il 4 ottobre del 1965. Cinquant’anni fa. Così Papa Paolo VI interveniva all’Onu, primo Papa della storia a prendere parola nell’assemblea delle Nazioni Unite.

2015. SPECIE UMANA?

- settembre 2015 -
di Roberto Barucco

Viviamo sotto lo stesso cielo. Tutti. "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza". Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ve la riproponiamo con piacere. Giusto per non dimenticare che siamo tutti membri della specie umana.

HIBAKUSHA, IL PIANTO SILENZIOSO

- agosto 2015 -
di Roberto Barucco

Gli “Hibakusha”, i sopravvissuti, non possono dimenticare. “Aerei nemici!”. La morte lì arriva puntuale, ogni giorno, di buon mattino, portata dalle ali dei B-29. Questa volta la sirena suona a Hiroshima, ma per poco. Attacco di lieve entità. Meno peggio di altri, dicono i pescatori, guardando verso l’alto. Se i nemici arrivano, sono pochi. Forse vanno a nord, verso le basi. “Animo Hoshiko, oggi sopravviveremo, forse. Continuiamo il lavoro”. Fa caldo, dalle parti del fiume Ota. La guerra continua da anni.

Hasta siempre, Cuba!

- luglio 2015 -
di Roberto Barucco

Cuba e Stati Uniti. Vicini, ora “quasi amici”. Le ambasciate dei due Paesi riapriranno ufficialmente il 20 luglio. La dichiarazione arriva dal “Rose Garden” della Casa Bianca. Rimbalza, in diretta, sulle televisioni cubane. Sarà il segretario di Stato Usa, John Kerry a rappresentare l’America alla cerimonia dell’alzabandiera. Stelle e strisce nel cielo de L’Avana. Il confronto, le chiusure, il dovere internazionalista degli anni Settanta e Ottanta appaiono lontani, ora.

Cronache della Terza Guerra Mondiale, a capitoli…

- giugno 2015 -
di Roberto Barucco

Dalle rovine di Palmira alle rovine di Sirte. E’ un mediterraneo di rovine, di macerie della storia, di crolli e stupri di patrimoni dell’Umanità. Comunque e da qualunque parte lo si guardi. Non avremmo voluto parlarne, in un lifestyle all’insegna d’un tour garrulo e spensierato nell’Italia che resiste e non si arrende. Eppure l’evidenza dei fatti è lì e non possiamo nasconderci dietro un dito e far finta di non vederla.

Attesa per l’Enciclica “verde” di Papa Francesco

- maggio 2015 -
di Roberto Barucco

I mali della Terra, l’inquinamento, la deforestazione. La fame. E d’altro canto, la necessità di rispettare l’ambiente e ogni creatura di Dio. L’ormai prossima Enciclica di Papa Francesco sarà un riferimento. Netto e chiaro, di grande portata. Ban Ki-Moon, segretario generale dell’Onu, ha già espresso gratitudine. Un dito puntato contro il capitalismo liberale o una chiara indicazione, nel più puro stile francescano, nei confronti di animali e natura?

Sangiovese, piadina e wi-fi

- aprile 2015 -
di Roberto Barucco

A volte basta un ricordo. O la voglia di tornare a un passato recente. A un profumo, un sapore, una sensazione. E magari innestare il riandare a quel primo assaggio di libertà su radici solide. Passato e futuro, insieme, ben dosati, per chi amministra possono significare prospettive, lavoro, indotto. Una vicenda tra quelle che incontriamo sulle pagine di Qm? Quella di Riccione e della volontà della sua giunta aprirsi a nuove possibilità. Piadina, sangiovese e wi-fi, colline di Coriano e computer, la riscoperta del rito d’una passeggiata mai dimenticata, tra via Dante e viale Ceccarini, tradizione e passione. Compito complesso, senza dubbio e sfida al domani, eppure capace di stuzzicare in antichi diciottenni come noi la voglia di riassaporare il sole e l’allegria contagiosa della gente e della terra di Romagna.

QUELL’ITALIA DI FANTOZZI

- marzo 2015 -
di Roberto Barucco

“Per me… la corazzata Kotiomkin… E’ UNA CAGATA PAZZESCA!”.  Fantozzi, Il più grande “perditore” di tutti i tempi compie quarant’anni, almeno cinematograficamente (visto che il 27 marzo del 1975 usciva il primo capitolo della fortunatissima serie nata dall’ingegno di Paolo Villaggio). Fantozzi, con la sua epica rivincita sulle imposizioni dall’alto del megadirettore di turno, Guidobaldo Maria Riccardelli, diviene il simbolo del rialzare la testa dal gregge di tanti, tantissimi “ragionieri murati vivi” figli degli anni 70 e dell’oggi.

Quando c’era Sandro Pertini

- febbraio 2015 -
di Roberto Barucco

“È inoppugnabile il fatto che, ogniqualvolta c’è un sacrificio, c’è anche qualcuno pronto a raccogliere le offerte sacrificali. Dove c’è schiavitù, c’è qualcuno che sta venendo servito. Colui che vi parla di sacrificio, parla di schiavi e padroni, e intende essere lui il padrone”.

Il Presidente Giorgio Napolitano si è dimesso

- gennaio 2015 -


Al Palazzo del Quirinale, la bandiera del Presidente della Repubblica è stata ammainata. Si è conclusa alle 10.35 di mercoledì 14 gennaio la presidenza più lunga dell’Italia repubblicana. Il Presidente Giorgio Napolitano ha firmato le tre lettere istituzionali che formalizzano le sue dimissioni.

Parigi: massacro nella redazione di “Charlie Hebdo”

- gennaio 2015 -


Parigi: attacco nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo nel centro di Parigi. Un commando fa strage in redazione. Ci sarebbero almeno dodici morti tra giornalisti e poliziotti e una ventina di feriti, alcuni gravi. Due uomini incappucciati e vestiti di nero, armati hanno fatto irruzione all’interno della sede del giornale e aperto il fuoco. Secondo alcuni testimoni avrebbero gridato “vendicheremo il Profeta”.

Il Natale vero, che cos’è?

- dicembre 2014 -
di Mons. Luciano Monari Vescovo di Brescia


Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere la riflessione di S.E. il Vescovo di Brescia, Mons. Luciano Monari. A tutti i nostri lettori rinnoviamo il più sincero augurio di trascorrere in serenità, con le persone care, il Santo Natale.

"Viviamo un rischio. Quello che i segni del Natale c’impediscano di vedere realmente il Natale. Alberi di Natale, stelle di Natale, regali di Natale, luci di Natale, canti di Natale… segni belli e vistosi, che attirano l’attenzione; ci fermiamo curiosi per ammirare una vetrina, svolgiamo con un senso d’attesa l’involucro di un pacco. Ma il Natale vero, che cos’è? Dove lo possiamo trovare? Riusciamo a vederlo? Certo, il Natale non può ridursi ai molti segni che l’accompagnano; e allora?

Natale in baita

- dicembre 2014 -
di Roberto Barucco

“Eccolo”. Siamo arrivati verso il tramonto. Dal tardo pomeriggio la stufa a gasolio va senza sosta. Il caldo si è impadronito delle assi del tetto, infilato tra le travi più grosse. Da quaggiù, raggomitolato nel letto, mi immagino le crepe nel legno dilatarsi, ammorbidirsi, incurvarsi. “Io non sento nulla”. “Ascolta bene”.

“Perché se cado, cado tra i fiori”

- novembre 2014 -
di Roberto Barucco

“I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza”.
 Il capo di stato maggiore dell'esercito, il generale Diaz. “La mia morosa mi aspetta tutte le sere. Appena esco, dopo l’adunata dei consegnati. Mi ci fa uscire da quella porta lì il sergente, che l’è una brava persona e mi ci lascia parlare qualche tempo. Lo sa che lei è venuta fin quassù, nell’alto Veneto, compagnata dalla mamma, per dirmi ‘ciao’ e portarmi notizie del paese”.

In viaggio verso Halloween

- ottobre 2014 -
di Roberto Barucco

Se è vero che Halloween esorcizza le paure, allora ben venga e di corsa l’appuntamento festaiolo con la notte di Ognissanti. Motivo? Quello che vediamo ogni giorno. Ogni benedetto giorno che ci fa preoccupare per le sorti d'Italia e della sua, davvero, grande bellezza. Dell’arte, della cultura, del tracimare di guerre vicine e dimenticate. Dove luoghi, citiamone uno, come Aleppo, culla di storia, sono macerie e ruderi. O dove luoghi, citiamone altri, come l’Ucraina, non conoscono pace. Alla faccia delle tregue e degli armistizi.

Scozia, i sogni muoiono all’alba

- settembre 2014 -
di Roberto Barucco

Alla fine, ha vinto la Regina. Nulla da fare per il sogno d’indipendenza scozzese, negato dalle urne con il 55,3 % dei “no” arrivato proprio settecento anni dopo quella battaglia, a Bannockburn, che nel 1314 significò invece vittoria sull’Inghilterra e libertà. La Scozia rimane con Londra e i leader indipendentisti riconoscono la volontà popolare dettata dal referendum. Si resta con Londra, si rimane sudditi di Sua Maestà.

September morn

- settembre 2014 -
di Roberto Barucco

L’ultimo ombrellone è chiuso. Come il bilancio dell’estate che non si è mai vista al Nord, raggelata da pioggia e freddo, finita a colpi di gavettoni ghiacciati, versati a fin di bene, sulle teste di vip e politici, fotografi al seguito. Finisce l’estate delle previsioni meteo che non c’azzeccano. Resta lo strappo stridente in una tela d’immagini prevedibili: la guerra. Anzi, la “terza guerra mondiale”, sia pur a rate, per dirla con Papa Francesco, terribile leasing nella contabilità dei morti.

Terminal d’agosto

- agosto 2014 -
di Roberto Barucco

Agosto, costruttore di felicità a scadenza programmata, dai sette ai quattordici giorni e di infelicità da ritorno, eccoti. Ti incontriamo per caso nella solita sala d’aeroporto del Nord Italia, a un passo dalla mezzanotte. L’aeromobile, chiamiamola da addetti ai lavori, è in ritardo. Divaghiamo nell’attesa: che strano limbo dell’anima è “ferragosto”, dove si resta immoti ad aspettare una ripresa rinviata a settembre, come una manciata d’esami scomodi.

Immuni alla sindrome di Stendhal?

- giugno 2014 -
di Roberto Barucco

Davanti alla lapide che ospita i resti mortali, almeno presunti, di Leonardo da Vinci, fermati e riposa. Rifletti, nel maggio dell’anniversario della sua scomparsa, quasi cinquecento anni fa, mentre approfitti della sosta all’ombra d’una nicchia nella chiesa a due passi da Clos Lucé, valle della Loira. Il silenzio e le mura che sai vicine, del castello di Amboise, ti portano fin quaggiù. Dove dorme per l’eternità nella cappella di Saint-Hubert il genio italiano. “Tutta la nostra conoscenza deriva dalla nostra sensibilità”, ripeteva durante l’ultimo triennio della sua vita, tra progetti, dipinti, sogni.

Stelle alte

- aprile 2014 -
di Roberto Barucco

Proviamo a cambiare punto di vista. Le stelle nelle notti di maggio sono tentazione ricorrente di prime serate trascorse all’aperto. Magari, tra un tweet e un like ce ne accorgiamo pure, di quei puntini tremuli, levando alto calici e gomiti, o perdendoci davvero nell’Infinito. Senza esagerare, proviamo ancora a sognare, almeno un poco. Che almeno quel sogno chiuso, nascosto nel nostro cuore, non è ancora tassabile, non fa “cumulo” e non finisce nell’“Unico”. O meglio, va verso quell’Unico che poco ha a vedere con tributi e balzelli. La notizia la sapete in molti. E ci aiuta spostare con ancora maggior motivazione lo sguardo verso l’alto. Kepler 186f. Costellazione del Cigno. 490 anni luce dalla Terra. Esopianeta in “zona abitabile”. A un tiro di schioppo cosmico dal nostro verde-azzurro, più verde e più azzurro un tempo, non neghiamolo, terzo pianeta dal Sole. Nelle notti d’estate, che bussano alle porte del mese dei fiori, anche solo l’idea di poter intuirne la presenza, diviene rassicurante, nel mezzo della volta di stelle. Guardi su e inizia lo spettacolo. Come se una balconata di travi di larice affacciata su un poggio silenzioso, in una valle, fosse il nostro palco privilegiato verso ipotesi che ci frastornano. Roba piccola, noialtri, vista da questa prospettiva eterna e universale. Kepler 186f, nome “tecnico” che non accresce certo il fascino del pianeta esterno, in orbita nella zona “abitabile” con al centro il cuore pulsante d’una nana rossa, deve essere lì. Chissà dove. Da qualche parte.

Quell’idea chiamata libertà

- aprile 2014 -
di Roberto Barucco

“A' Ghàidhealtachd”. “La terra dei Gaeli”. Dove lo spirito di William Wallace vola alto e sorride al luogo di quell’idea chiamata libertà che, giusto settecento anni fa, trovò un popolo a difenderla. Con quale moneta e con che documenti arriveremo, dopo l’equinozio d’autunno, a visitare le Highlands scozzesi o Bannockburn, dove si combatté quella battaglia, così ben ricordata nelle sequenze finali di “Braveheart”? Sterlina? Dollari? Antichi Merk? L’indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna è un processo possibile, che passa dalla realtà d’un referendum. Il 18 settembre infatti gli elettori d’oltremanica risponderanno al quesito ufficiale: “Dovrebbe la Scozia essere uno stato indipendente? Dai “sì” e dai “no” indicati con una croce sulla scheda dipenderà, tra sei mesi, il futuro di una possibile, potenziale nuova nazione. E, strano paradosso dell’Europa unita, questo voto, ora che i più recenti sondaggi danno i “secessionisti” in ascesa e in viaggio verso il 45%, potrebbe dipendere anche dai “non scozzesi”. Infatti ogni cittadino dell’Unione Europea o del Commonwealth residente in Scozia ha diritto al voto.

“Quando c’era Berlinguer”

- aprile 2014 -
di Roberto Barucco

Sochi, prime Olimpiadi della nuova Russia

- aprile 2014 -
di Roberto Barucco

Almanacchi e passeggere

- aprile 2014 -
di Roberto Barucco

Addio “Madiba”

- aprile 2014 -
di Roberto Barucco

Il dono del Natale

- aprile 2014 -
di Mons. Luciano Monari Vescovo di Brescia

Un Nobel dello spirito

- marzo 2014 -
di Roberto Barucco

Damasco, le macerie della Storia

- marzo 2014 -
di Roberto Barucco

L’ultimo lungomare

- marzo 2014 -
di Roberto Barucco

Nati il 4 luglio

- marzo 2014 -
di Roberto Barucco


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