www.questomeseidee.it - anno 5 numero 3 - aprile 2017
Scozia, i sogni muoiono all’alba
- settembre 2014 -
di Roberto Barucco
Alla fine, ha vinto la Regina. Nulla da fare per il sogno d’indipendenza scozzese, negato dalle urne con il 55,3 % dei “no” arrivato proprio settecento anni dopo quella battaglia, a Bannockburn, che nel 1314 significò invece vittoria sull’Inghilterra e libertà. La Scozia rimane con Londra e i leader indipendentisti riconoscono la volontà popolare dettata dal referendum. Si resta con Londra, si rimane sudditi di Sua Maestà.

Finisce il sogno di Alex Salmond: il Regno Unito non si disintegra. Giusto le città di Glasgow e Dundee si confermano roccaforti del ‘sì”: onore alla bandiera. Edimburgo registra la vittoria dei “no”, come Aberdeen. Affluenza record, alle urne l’85% degli aventi diritto al voto. Roba che dalle nostre parti sembra incredibile. Le altre percentuali e le statistiche ve le risparmiamo. Ne trovate in abbondanza ovunque.

Ora in Scozia è già tempo di archiviare la competizione elettorale, mettere da parte le grandi cornamuse delle Highland, accantonare quel sogno che quasi un abitante su due ha chiamato “libertà”. E attendere.

Attendere che le promesse del premier Cameron in tema di devolution vengano confermate dai fatti. Intanto, la sterlina si rafforza e cresce sui mercati mentre la finanza internazionale tira un sospiro di sollievo.

Sentiamo gli amici che lavorano a Edimburgo, un paio di conoscenti a Glasgow. Gioia e amarezza sono sentimenti che ricorrono da un collegamento via skype all’altro. La sensazione diffusa, archiviata la notte più lunga del Regno Unito, della Scozia e della monarchia, è comune: guardare avanti. Per parecchio tempo di indipendenza non se ne parlerà più.

Un lungo fine settimana per metabolizzare, ricordare ancora le note di una vecchia ballata, brindare, comunque, da una parte e dall’altra. Poi al lavoro, come ogni lunedì, nel primo lunedì d’autunno.

Anche questa lunga, incredibile estate è finita. Nelle Ebridi inizia a far freddo e a piovere, presagio d’inverno e i camini fumano. I sommergibili inglesi mantengono le loro rotte a nord, le basi non saranno discusse. Il “merk”, l’antica moneta scozzese, è riconsegnata alla storia.

Tra poche settimane le antiche leggende torneranno storie da narrare in lunghe serate, mentre nelle Shetland oltre i vetri dei pub soffia un vento gelido che piega l’erica.

Sulle Highlands il fantasma di William Wallace vaga sempre senza pace.

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