www.questomeseidee.it - anno 5 numero 10 - dicembre 2017 / gennaio 2018
Semestre italiano: appello ambientalista al ministro Martina sul futuro del Mediterraneo
- luglio 2014 -

All'esordio del semestre italiano all’Unione europea, Legambiente, Marevivo, MedreAct e la Deep Sea Conservation Coalition rivolgono un appello al ministro Martina affinché promuova con decisione misure incisive per la tutela dei nostri mari.

"Per il Mediterraneo siamo all'allarme rosso  - dicono le associazioni ambientaliste in un comunicato congiunto -  gli ultimi dati della Commissione europea pubblicati lo scorso 26 giugno mostrano che almeno il 96% delle specie di fondale è soggetto a uno sfruttamento eccessivo, mentre per gli stock di acque intermedie come la sardina e l'acciuga la percentuale è pari o superiore al 71%”.

"Tra gli stock demersali maggiormente sovrasfruttati  - continua il comunicato - ci sono il nasello, la triglia e il gambero rosa e tra i piccoli pelagici la sardina e l’acciuga. Il crollo delle risorse ittiche è in parte imputabile alla pesca illegale - è notizia recente l’ennesimo sequestro di 14 km di reti ferrettare illegali intorno alle isole Eolie - . Tale fenomeno sta ulteriormente dilagando anche a causa della crisi economica, che ha ridotto drasticamente le risorse destinate ai controlli in mare, soprattutto nell’Europa meridionale. Nel resto dei mari europei la situazione sembra al contrario in netta ripresa con un deciso miglioramento dello stato degli stock. Nell’Atlantico nord orientale rimane però il nodo della pesca a strascico di profondità, pratica altamente distruttiva dei vulnerabili ecosistemi marini presenti negli abissi".

“Il semestre europeo costituisce per l’Italia una formidabile opportunità di rimediare concretamente ai guasti del passato e offrire un futuro sostenibile ai nostri mari” - hanno dichiarato le associazioni ambientaliste. “Ci appelliamo al ministro Martina per sollecitare il suo pieno impegno su tre obiettivi: per contrastare la pesca illegale, chiediamo al governo di sostenere con decisione in Consiglio Pesca l’interdizione delle reti derivanti nel Mediterraneo. Il drammatico stato degli stock del Mediterraneo impone una seria riflessione sul futuro dei nostri mari e l’ avvio di un piano di azione sul recupero e ripopolamento degli stock ittici e sulle buone pratiche di pesca nelle acque dell’Unione europea. La fragilità e ricchezza degli ecosistemi di profondità richiedono nuove misure di tutela e il divieto delle pratiche di pesca più distruttive nel Atlantico nord orientale. Chiediamo con forza che la definizione di una posizione del Consiglio Pesca a sostegno di queste misure diventi una delle priorità del ministro Martina".

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