www.questomeseidee.it - anno 5 numero 2 - marzo 2017
Tutta la verità sulle renne di Babbo Natale
- dicembre 2016 -
di Nerina Zara

Unica specie del genere “Rangifer tarandus”. Nota anche come caribu. Cervide migratore o stanziale, tipico delle regioni artiche o subartiche. Selvatica o semi-domestica. Alcune sottospecie di renna sono molto rare: qualcuna si è anche estinta relativamente da poco. Ma… volare?

Dal cinema alla tv, dai focolari domestici alle recite, non mancano esempi di renne boffonchianti o scalpitanti che, dopo una rincorsa, non si trascinino la slitta rossa colma di doni in giro per i cieli di mezzo mondo. Inutile puntare sulle polverine magiche: vi chiederebbero come replicarle (vi hanno sicuramente sentito mille volte discutere dell’ultima puntata di CSI). E se state pensando di cavarvela con la magia più generica e “innocuamente” bambina, preparatevi a subire un terzo grado: conoscono Merlin, Harry Potter, le Winx, il genio di Aladdin e persino i segreti della forza. Se i pinguini di Madagascar non volano e le renne di Babbo Natale sì, ci dev’essere un perché! Se è magia, va bene, ma quale? Fatti. Esempi. Risultati. E non provate a metterla sulla magia del Polo: hanno visto Balto, La bussola d’oro e Polar Express. E non provate a dire che è merito di Babbo Natale: al centro commerciale gli hanno citato “wingardium leviosa” e quello è caduto dalle nuvole.

Del resto, chi ha a che fare con un bambino non può, ad esempio, non essersi imbattuto in temibili mozioni tipo “Babbo Natale è più forte di un gormita?”, oppure: “Perché le renne volano? E come? Ne posso avere una…”. Già, le renne: andiamo sul difficile!

La soluzione è distrarli. Giocate la carta dei nomi delle renne. Stupiteli con una sequela d’informazioni dolci e simpatiche finché le luci dell’albero o i colori dei pacchetti non li sottraggano all’inchiesta. Si, ma… voi li conoscete i nomi delle renne di Babbo Natale? Nooo? Ecco allora un breve vademecum:

Innanzitutto le aiutanti di Santa Claus sono nove, ed ogni loro nome ha a che fare con un perché. In inglese sono: Dasher, Dancer, Prancer, Vixen,Blitzen, Comet, Cupid, Donner e Rudolph. In Italia le conosciamo come:Fulmine (con i suoi grossi dentoni è addetta alla “difesa dei doni” da eventuali ruba-regali: è pronta a morderli “in un lampo”). Ballerina (perché conosce tutte le canzoni e i balli di Natale). Donnola (è la più timida e riservata, al punto di diventare tutta rossa per la vergogna. “Ma quello è proprio ciò che ti rende speciale” le ha spiegato Babbo Natale quando l’ha voluta con sé). Cometa (è sempre arzilla, e non vede l’ora di volare in cielo, proprio come una cometa). Freccia e Donato (le due renne gemelle, forti, fidate e sempre ansiose di trainare la slitta. NB: Blitzen/Donato è quella perennemente raffreddata). Cupido (perché ha una macchiolina bianca a forma di cuore ed è la più coccolona). Saltarello (che ama cantare a squarciagola saltellando qua e là). Infine c’è Rudolph: la celeberrima renna dal naso rosso. Attenzione però: se vostro figlio ha visto l’omonimo film di qualche anno fa, potrebbe ricordarsi che una decima renna-aiutante si è aggiunta in extremis al gruppo: è Blizzard.

Ora che i piccoli staranno canticchiando a tutti parenti i nomi delle renne di Santa Claus, qualche curiosità la dedichiamo anche ai più grandi. Se pensavate infatti che la faccenda dei cervidi volanti fosse una recente invenzione per vendere più peluche, vi sbagliate! Sembra che a legarle alla magia del Natale sia una poesia comparsa nel primo Ottocento. Alcuni la vogliono di Clement Clarke Moore, altri di Henry Livingston Jr. Come s’intitola? “A visit from St. Nicholas”. Tra l’altro questo componimento, “ufficializzando” le date per la consegna dei regali al 24-25 dicembre, anziché il 6 dicembre, giorno di San Nicola, ha contribuito non poco alla crescita della tradizione di Babbo Natale. La poesia, apparsa in forma anonima per la prima volta su un quotidiano di Troy (New York), il 23 dicembre 1823, è stata ripubblicata in milioni di esemplari ed edizioni (comprese quelle illustrate da artisti famosi) e musicata da cantanti come Louis Armstrong, Perry Como, Bob Dylan, Aretha Franklin e persino Alvin and the Chipmunks (lato “B” del singolo Wonderful Day del 1963).

E Rudolph? In “A visit from St. Nicholas”, in effetti, si accenna ad otto renne, senza, dunque, alcun riferimento alla “capo-muta” dal celebre naso rosso. L’abitudine di considerare il gruppo di aiutanti di Santa Claus nove anziché otto è dovuto infatti al grande successo della canzone del 1949 “Rudolph the red-nosed reindeer” di Jonny Marks e ispirata al libro per bambini pubblicato dieci anni prima dal cognato Robert L. May.

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