www.questomeseidee.it - anno 5 numero 9 - novembre 2017
VENT’ANNI, GRANDE TALENTO E IL PRIMO DISCO
- luglio 2017 -
di Simona Quatrosi
''Sul palco io mi sento a casa, gioco con la musica e trasmetto quello che voglio e sento''. Annalisa Mazzolari, cantautrice bresciana, a soli vent’anni ha già pubblicato il suo primo disco che vanta una serie di collaborazioni con musicisti storici della musica italiana. Per noi di QM, il racconto del suo debutto.

Annalisa Mazzolari cantautrice bresciana, a soli vent’anni ha già pubblicato il suo primo disco che vanta collaborazioni con grandi musicisti italiani.

Per noi di QM, il racconto del suo debutto fuori dalle mura bresciane, gli interessi, le passioni e le curiosità di una ragazza semplice ma ambiziosa, dal talento riconosciuto anche dagli ‘”addetti ai lavori”. Poi il grande sogno già ben avviato, quello di entrare a pieno titolo tra i grandi della canzone italiana.

Ciao Annalisa, grazie per la tua disponibilità. Com’è la vita di una ragazza di vent’anni al suo esordio nel mondo della musica?

“Sicuramente impegnativa. C’è molto da fare, studio filosofia all’università di Trento e frequento l’ottavo anno di conservatorio. Cerco di far combaciare al meglio lo studio con la mia vita artistica. Però sono una persona che ci mette tanta passione in quello che fa. Mi piace impegnarmi anche duramente per le cose in cui credo, la musica e la cultura. Sto ottenendo buoni risultati in molti campi per cui mi sento ripagata e orgogliosa anche nelle giornate più faticose".

Stai rinunciando a qualcosa per arrivare a tutto questo?

“Sicuramente bisogna sacrificare alcune cose per arrivare in ciò in cui si crede. Però è una scelta consapevole. Le cose a cui ho dovuto rinunciare sono di poco conto, posso farne a meno e non mi pesa. Riesco comunque a conciliare tutto, hobby come leggere, imparare nuovi strumenti musicali, uscire con gli amici, incontrare persone, insomma avere una normale vita sociale".

Tra passato e presente, quali sono sogni che hai realizzato e quelli che ancora vuoi realizzare?

“Beh, sicuramente un sogno che ho realizzato di recente è quello di comporre un mio album che parli un po’ di me e di quello che penso. Non parla ancora della mia storia perché ancora sono giovane e non ho avuto ancora tante esperienze. Questo disco è stato un primo modo di presentarmi al mondo musicale con i miei pensieri, le tematiche sociali, il mio sguardo verso la vita in generale che osservo. Uno dei miei sogni è anche poter continuare ad approfondire i miei studi di filosofia. Sono tante piccole ambizioni che che voglio portare a termine con la laurea. Il grande sogno, c’è sempre, ovvero quello di diventare una cantante a tutti gli effetti e poter fare questo lavoro anche a livello nazionale. Credo anche che ci siano le basi per poter ambire a questo, ma tengo anche i piedi per terra, non sono una che vaga troppo con l’immaginazione.”

Quando hai capito che fare la cantante sarebbe stato il tuo sogno?

“Credo sin da piccola. Ho sempre cantato dall’età di 7 anni. Poi, a dieci anni ho cominciato a studiare pianoforte in maniera più approfondita al conservatorio. La mia passione per il canto è iniziata solo per gioco, ma poi ho deciso di intraprendere anche gli studi sulla voce. Più crescevo e più mi rendevo conto che volevo cantare come professionista.”

Parlaci della tua famiglia

“Mio padre è ingegnere e mia madre è medico. Mia sorella suona il violoncello, infatti ha suonato il suo strumento nel mio disco e ha cantato le seconde voci. Diciamo che io e lei siamo le artiste in famiglia, anche se in realtà i nostri genitori ci hanno trasmesso questo tipo di sensibilità ovvero di amare e studiare l’arte. Di questo li ringrazierò sempre. Credono tanto in noi e ci supportano. Siamo molto fortunate. Ci hanno sempre spronato nonostante il mondo della musica a volte sa essere molto spietato. Ma proprio per questo ci hanno fatto capire l’importanza di continuare  a studiare al fine di lasciarsi sempre più porte aperte. E’ brutto da dire, ma affidarsi solo al mondo della musica oggigiorno è un po’ rischioso quindi è giusto avere una base sicura. Sia io che mia sorella infatti andiamo avanti anche con altri studi di cose che ci appassionano”.

Hai altre aspirazioni?

Mi piacerebbe insegnare, materie umanistiche, in particolare filosofia. Poi mi piacerebbe molto comporre musica per film e vorrei studiare per questo, magari all’estero”.

Pensi che i ragazzi della tua età possono rispecchiarsi nei tuoi testi? Di cosa parla il disco?

‘Uomini eroi’ che è il titolo dell’album, parla di tutti quanti noi che siamo ragazzi, adulti, di qualsiasi genere, di qualsiasi età. L’uomo in senso generale che si trova ad affrontare diverse fasi della vita, sia positive che negative. E’ un invito ad essere persone sempre ottimiste, ed eroi nel senso che nonostante la quotidianità a volte sia dura da sostenere anche nelle più piccole fatiche, bisogna sempre risollevarsi.

E’ un disco dalla visione ottimistica della vita, pensando ad essa guardando il bicchiere mezzo pieno. I ragazzi ella mia età possono riconoscersi nelle mie canzoni, perchè riguarda tutto ciò che ci circonda.

Ci sono brani che parlano di sogni come ‘Quelle stelle toccherò”, dell’amore per l’arte in ‘Eterna bellezza’ e poi ancora ‘Portatori di luce’, scritta nel novembre del 2015 dopo l’attentato a Parigi, in cui tratto un argomento difficile come quello della guerra. Ma c’è anche una canzone come ‘Lacrime buie’, nella quale si parla di un amore adolescenziale non corrisposto che in un modo o nell’altro abbiamo vissuto tutti. Tante e diverse emozioni dove chiunque si può riconoscere”.

Chi ha scritto i testi di “Uomini Eroi”?

“Il disco ha 11 tracce di cui 8 dove musica e testo sono scritti da me. Poi c’è una traccia dove io ho scritto il testo e la musica è stata scritta da Alberto Radius e poi altre due tracce sono state scritte da Gianfranco Caliendo e Vannuccio Zanella".

Scrivi prima il testo o la musica?

“Di solito, mi viene in mente prima la musica. Mi viene naturale sedermi al piano e comporre una melodia, quando ho bisogno di scaricare i pensieri. E’ la musica che mi suggerisce di cosa parlare, e soltanto dopo arrivano le parole”.

“Uomini eroi” appartiene al genere della musica leggera italiana. Secondo te, osservando le tendenze musicali degli ultimi anni, la musica leggera è in crisi?

“Diciamo che c’è poco panorama e varietà nel campo dei giovani. Nel senso che ci sono tanti ragazzi che provengono dai talent. A me non interessa questo tipo di percorso. Spesso attorno al talento gli si crea un’immagine costruita e non tanto autentica. L’immagine è importante ma quello che c’è dentro da esprimere attraverso musica e parole è quella cosa che ti rende artista e a volte i talent show negano questa possibilità in nome dell’immagine".

Pensi di avere un svantaggio, nel senso che hai più strada da fare se non partecipi ad un talent?

“Sicuramente non è facile. Bisogna essere intelligenti e realistici. E cercare  comunque di costruire un’immagine che sia fedele a quello che sei tu. Comunque si può fare, ci vuole tenacia, forza e tanta passione".

Il tuo disco vanta collaborazioni di grandi nomi della musica come Alberto Radius, Ricky Portera, Gianfranco Caliendo de "Il Giardino dei Semplici", Gennaro Barba, Vannuccio Zanella. Qual è la sensazione, per una ragazza della tua età, nel poter lavorare con musicisti di questo calibro?

“Ho conosciuto persone meravigliose. Nonostante io sia giovane e principiante, e loro invece giganti della musica, non mi hanno mai fatto sentire inferiore. E’ stata proprio una collaborazione tra colleghi, musicisti veri. Una partecipazione umana nel senso un continuo scambio di idee e informazioni. Ho avuto modo di espormi, di accettare e imparare molte cose dalle quali potevo trarre insegnamento. Sono persone di un’umiltà straordinaria, è stato un confronto quasi alla pari".

Parliamo della copertina del tuo album “Uomini eroi”.

“La copertina è stata realizzata da Marco Cecioni del Balletto di Bronzo, un artista straordinario che espone a Stoccolma. Un altro grande nome che si aggiunge a questo mio primo lavoro. E’ stato un disegno deciso insieme. Io gli avevo parlato delle tematiche delle canzoni inserite nell’album e lui ha deciso di disegnare su queste sensazioni. E’ una copertina dai colori molto accesi, tendenzialmente sul tono dell’arancione. Sono una persona che associa molto i colori alle situazioni, persone ecc. Penso che il disco, per la sua freschezza e i temi, si accosti molto al colore arancione".

Durante le tue esibizioni come ti rapporti con il pubblico che ti segue e ti ascolta?

“Il live per me è il momento più bello; in studio ci si concentra sul suono nella sua realizzazione e sulla voce, mentre ai concerti, le emozioni sono diverse, amplificate perché ci si ritrova davanti un pubblico che ha occhi e orecchie aperte. Io sono stata abituata sin da piccola ad esibirmi sul palco, metto in gioco tutta me stessa. Sul palco io mi sento a casa, gioco con la musica e trasmetto quello che voglio e sento".

Ph: Sasà Massarelli ©

Tutte le notizie di Personaggi

MECCANICA DELLE IDEE Snc di Elena Landi e Roberto Barucco | 25121 Brescia, Via Crispi 28 | C.F. e P.Iva: 03265040984 Aut. Trib. Bs n.ro 16/2013 del 17 giugno 2013 | Direttore responsabile: Roberto Barucco Coordinamento editoriale: Elena Landi [email protected] | Chi siamo | Dove siamo | Skype meccanicadelleidee
Disclaimer | Privacy Policy | Cookie Policy
Apple e il logo Apple sono marchi di Apple Inc., registrati negli Stati Uniti e in altri paesi.
App Store è un marchio di servizio di Apple Inc.
Powered by Luca Sabbadini